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Buona sera,
dopo aver levato il vecchio e finito teak dalla coperta ho trovato alcune zone dove purtroppo è entrata acqua nel sandwich, probabilmente da qualche foro chiuso male dal precedente proprietario.
Siccome ho la barca a terra, ma non posso tenerla su per tantissimo tempo, ho gia iniziato a tagliare la parte ammalorata e rimuovere il legno marcio. Era completamente inzuppato.
Adesso però mi ritrovo con un bel dubbio: come faccio a mettere il nuovo core (pvc) e chiudere tutto ora che l'inverno è arrivato? Alla notte andiamo vicino allo zero e di giorno non si raggiungono i 10 gradi. Mi sa che di resinare non è fattibile. Anche scaldando durante il giorno, non potrei comunque tenere una temperatura adatta per fare catalizzare la resina addensata con un po' di spessore.
Se usassi un adesivo strutturale? E' una boiata? Poi userei la resina solo superficialmente per chiudere i tagli.
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Esiste la resina per temperature feddre, non sotto lo zero, esempio la "West Sistem"
Prima di usarla è meglio riscaldare le pompe in acqua calda
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Ma almeno lavori sotto ad un telone? O sei completamente esposto? Se riusciresti a costruirti un tendone basso delle minime dimensioni necessarie per lavorare con delle stufe elettriche o gas riesci a scaldare
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30-12-2025, 11:59
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 30-12-2025, 12:00 da CkDre.)
Ho creato una specie di "capannone" sopra la barca, scaldando forte potrei arrivare a 10 gradi. Potrei scaldare la resina e la parte di coperta da trattare. La west con il catalizzatore rapido potrebbe funzionare, ma per strati sottili. Per usarla addensata nel sandwich dovrei mantenere quella temperatura per una ventina di ore e purtroppo non lo posso fare.
L'idea dell'adesivo strutturale è proprio così pessima?
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Dovendo riempire un buco irregolare ti serve un collante molto liquido che penetri e impregni ovunque (cioè epossidica+calore), anche dove non vedi, cosa che non può fare un adesivo gelatinoso o più addensato.
Anziché riscaldare tutto il “capannone” studia la possibilità di costruire un fornetto ben coibentato che racchiuda solo la zona da trattare (se possibile un pezzo alla volta). Se arrivi al 15° costanti per almeno 24 ore sei a posto. Inoltre programma il lavoro in modo tale che queste 24 ore scadano durante la risalita delle temperature esterne.
Considera poi che lo spessore della resina produce calore esotermico. In questo caso gioca a tuo favore.
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Non l'ho mai sentito usare l'adesivo strutturale, marca tipo? Se poi non funziona / molla, che fai? Come pulisci e rifai? Rischi un doppio lavoro infinito
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CKdre è difficile dare un consiglio. Io non ho capito, esempio se si tratta di pvc o di legno.
Le coperte in genere con anima in pvc possono cedere per infiltrazione d'acqua.
Quando cammini senti sotto i piedi la coperta molle, il sandwich ha ceduto, per dargli vigore l'unica cosa da fare è un buco con trapano punta da 6 mm di cobalto ogni 8 cm. circa e riempire con resina epossidica iniettata con siringa, chiudere il foro con sigolo.
Santarelli faceva le barche con coperta in compensato, scafo in VTR
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03-01-2026, 18:31
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 03-01-2026, 18:47 da CkDre.)
Per Bullo: La coperta è in sandwich con l'anima in balsa. In alcuni punti la balsa si è impregnata di acqua e la coperta ha iniziato a "molleggiare". Fare fori e riempire con la resina iniettata non è un granchè, non ripristini la struttura della coperta, eviti solo che quel pezzo "molleggi". Ho preferito tagliare la pelle esterna, sostituire la balsa marcia con del pvc e poi richiudere.
Per Wally: l'adesivo strutturale che vorrei usare è il Kostrufiss. Lo stenderei con spatola dentata sulla pelle inferiore e sui lati, poi inserirei il pezzo di pvc, poi di nuovo colla e infine rimetterei la pelle superiore. qualche peso per tenere pressato il tutto e fine della storia.
Ho sentito usare questo metodo da una persona che lavora nel settore, dice di averlo fatto con successo diverse volte, proprio per il problema della bassa temperatura ambientale. Però non ho nessun altro feedback, nemmeno cercando in internet.
Per Opinionista velico: il problema è che alle 18 il cantiere chiude, io devo lasciare la barca e non mi è consentito di lasciare corrente elettrica collegata. Durante la notte perciò la tempratura scende inesorabilmente. Nella migliore delle ipotesi, anche riducendo l'area da scaldare alla sola zona interessata, potrei mantenere la temperatura per una decina di ore. Vorrei contattare un fornitore di resine per vedere se magari ha una qualche soluzione in merito, magari qualcosa che catalizzi in tempo. Solo che sono tutti chiusi fino a mercoledì. Dovrei comunque aspettare qualche giorno perchè da domani è previsto un abbassamento ulteriore delle temperature che porterà anche -5 gradi durante la notte.
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Ieri, 06:12
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: Ieri, 06:12 da opinionista velico.)
Quando Alessandro Di Benedetto disalberò prima di Capo Horn dovette ricostruire alcuni pezzi dell’albero con l’epossidica. Trascrivo dal suo libro: “Sopra la riparazione realizzo un piccolo forno da cantiere per scaldare la resina epossidica…. Per scaldare impiego dei sacchetti al carbone attivo, di quelli utilizzati in montagna per prevenire il congelamento delle dita ed una coppia di resistenze elettriche collegate alle batterie di bordo. La temperatura si stabilizza sui 45° C, perfetto”. Se dentro il tuo fornetto riesci ad avere almeno 25° per le 8-9 ore di apertura del cantiere (1-2 ore le togliamo per il lavoro), hai già completato almeno il 90% della reticolazione (in gergo si dice “ora si possono togliere i morsetti”) o anche di più se usi un catalizzatore veloce. Ovviamente tutte le fasi del lavoro vanno programmate prima nei minimi dettagli per evitare imprevisti e perdite di tempo, soprattutto se usi il catalizzatore veloce. Per trascorrere la notte trovi una soluzione alla Di Benedetto, ma se il fornetto è fatto bene potrebbe garantire almeno 10° anche senza calore aggiunto. Alla riapertura ricolleghi la spina ed eventualmente procedi con un altro pezzo della coperta. Insomma, in questi casi, quasi estremi, bisogna organizzarsi usando un po’ di fantasia, proprio come farebbe un naufrago da solo in mezzo al mare (quindi, rispetto a lui, tu hai un vantaggio enorme). Se poi vuoi estremizzare senza impazzire, allora vai con il tuo adesivo strutturale, ma consapevole dei rischi che corri. Se fosse un sistema semplice e sicuro, lo userebbero tutti…..
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Un piccolo off topic, ma inerente, come mai tutti usano l'epossidica per riparazioni su poliuretanica, quando è accertato che:
1) l'epossidica è molto piu reistente ma anche piu rigida
2) il punto di giunzione non sarà MAI perfetto per caratteristiche intrinseche nella differenza delle due resine
3) il punto di giunzione , per caratteristiche meccaniche differenti, sarà sottoposto a tensioni ben piu elevate rispetto all'uso della poliuretanica
4) dal punto di vista strutturale non cambia nulla, anzi.
5) costa un botto
6) non si ha prova visiva della corretta catalizzazione (cosa che si ha con la poliuretanica che cambia colore in modo uniforme)
Questo è ciò che ho trovato su praticamente ogni manuale anglosassone di riparazione nautica, e anche sul Glenans , di cui riporto pari pari:
"Riparare una avaria su una barca in poliestere con resina epossidica è una bella tentazione! L'epossidica è in effetti molto piu solida che la poliestere
ma in generale è un errore. Essa aderisce molto bene sul poliestere, ma la riparazione crea una differenza di rigidità che indebolisce l'insieme.
Può essere molto utile nelle riparazioni di fortuna."
'na grattata, 'na pittata e par nanca doperata. (mckewoy docet)
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Se devo incollare due tocchi di legno mi consigli l'epossidica, la vinilestere o la poliestere
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Ieri, 19:49
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: Ieri, 19:49 da Argo74.)
(Ieri, 17:45)bullo Ha scritto: Se devo incollare due tocchi di legno mi consigli l'epossidica, la vinilestere o la poliestere
I due tocchi di legno NON sono in poliestere, e la mia questione era specificatamente rivolta alla riparazione di barca in poliestereo vinilestere con resina epossidica, in ogni caso uso per i tocchi di legno, l'epossidica. Per il semplice fatto che è piu facile farne piccole quantità.
A livello di tenuta, se correttamente applicate, non cambia molto son sempre più resistenti del pezzo di legno su cui son messe.
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6 ore fa
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 6 ore fa da opinionista velico.)
Mi sembra che ci sia un po’ di confusione tra poliuretanica (che c’entra?), poliestere e vinilestere.
Vinilestere ed epossidica abbastanza simili anche nel prezzo.
Poliestere (tradizionale) ulteriormente scomponibile tra ortoftaliche e isoftaliche, ma qui non entro in una discussione già fatta centinaia di volte per ripetere cose già dette e ridette.
Poi ovviamente c’è anche epossidica ed epossidica per tutti gli usi, tutte le esigenze e tutte le tasche. Anche qui discussioni già fatte e rifatte.
Sulla mia barca continuo ad usare l’epossidica. Sulle vostre fate pure come vi pare 
Però almeno non confondiamo le cose e cerchiamo di essere precisi.
@ Bullo. Per incollare il legno può andare bene anche il Vinavil o una vinilica D3 se il manufatto viene esposto ad umidità. Buone anche le colle a contatto policloropreniche ("bostick", artiglio, colla prenica, ecc.). Ovviamente anche qui ci sono delle regole applicative da rispettare ma, se eseguito come si deve, l’incollaggio tiene e forzandolo si rompe prima il legno.
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(6 ore fa)opinionista velico Ha scritto: Sulla mia barca continuo ad usare l’epossidica. Sulle vostre fate pure come vi pare 
Però almeno non confondiamo le cose e cerchiamo di essere precisi.
+1
Però sono sorpreso dalla posizione di Argo74, solitamente "sul pezzo", mi piacerebbe sapere dove ha preso i punti citati, perché sono tutti contestabili, compresa la frase virgolettata, inoltre, almeno per me, i Glenans non sono un riferimento sulla costruzione di barche, mi resta la curiosità, in questa era di AI, di sapere da dove vengono queste informazioni.
Ultima cosa, da nessuno citata: tra lavorare in spazi chiusi con poliestere e epossidica ci sta un abisso non fosse altro per la puzza velenosa della poliestere, l'epoxy può portare a reazioni allergiche se non si usano i guanti ma almeno non ti avveleni!
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@Bludiprua, non ho più le fonti, ma ricordo che se ne era parlato anche qui sul forum, e l'osservazione di Argo74 non è fuori luogo, (in particolare ricordo un paper in cui parlavano di fratture indotte da una riparazione in epoxy su poliestere) l'epoxy ha effettivamente rigidità e coefficienti di dilatazione diversi dalla poliestere e ne va considerato l'uso con attenzione, per una riparazione estesa ed in un punto strutturale, preferirei ripristinare il materiale come in origine (accettando comunque la differenza di comportamento dei materiali dovuta a età e diversa laminazione).
Per questa riparazione in particolare io userei l'epossidica, ma mi curerei di selezionarne un tipo non particolarmente rigido e usando cariche "tenere" per i punti in cui verrà applicato uno stucco epoxy, altrimenti il rischio è di trovarsi con un punto di giunzione che lavora contro il materiale vecchio.
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1 ora fa
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 1 ora fa da spinner.)
(29-12-2025, 23:00)Fare un simile lavioro d'invernoi è totalmente inaCkDre Ha scritto: Buona sera,
dopo aver levato il vecchio e finito teak dalla coperta ho trovato alcune zone dove purtroppo è entrata acqua nel sandwich, probabilmente da qualche foro chiuso male dal precedente proprietario.
Siccome ho la barca a terra, ma non posso tenerla su per tantissimo tempo, ho gia iniziato a tagliare la parte ammalorata e rimuovere il legno marcio. Era completamente inzuppato.
Adesso però mi ritrovo con un bel dubbio: come faccio a mettere il nuovo core (pvc) e chiudere tutto ora che l'inverno è arrivato? Alla notte andiamo vicino allo zero e di giorno non si raggiungono i 10 gradi. Mi sa che di resinare non è fattibile. Anche scaldando durante il giorno, non potrei comunque tenere una temperatura adatta per fare catalizzare la resina addensata con un po' di spessore.
Se usassi un adesivo strutturale? E' una boiata? Poi userei la resina solo superficialmente per chiudere i tagli.
Fare un simile lavoro d'inverno è totalmente inadatto. E' un Janneau ? Almeno dovrebbe essere in un cantiere riscaldato al chiuso. Copri tutto ed aspetta la primavera, meglio l'estate. Facile che tutto il sandwich sia inzuppato. Bisogna fare dei buchi e farlo asciugare. Ma senza il caldo, molto caldo, non risolvi nulla.
Edito: leggo che è uno Janneau. Difetto tipico perché quegli storditi fissavano il teck con dei chiodini. Non centra nulla vecchio proprietario. Se vuoi recuperarla non puoi farlo in questa stagione.
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Buon vento a tutti
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stessa mia situazione e stesso motivo per cui i lavori sono fermi (avendo tempo in inverno e praticamente 0 con il bel tempo/stagione..)
il mio cantierino (telaio con ponteggi e termoretraibile) lo scaldo con un cannone a gas, vero che alza la temperatura in poco tempo e volendo si arrivano anche oltre i 25° ma il problema e', almeno per me, che crea un'umidita' assurda, che gia' al tempo mi diede problemi per la cataizzazione del primer.
devo fare lo stesso identico lavoro ma con la fortuna di avere un core in schiuma e non di balsa e l'unica soluzione e' sbudellare-riempire-richiudere in quanto seppur le delaminazioni siano limitate a piccole aree, queste sono sparse per la coperta, ossia: vissto che il lavoro deve essere fatto, lo faccio per garantirle/mi altri 50 anni di solidita'
sinceramente l''idea delle pere, al tempo, mi sembrava la soluzione piu' semplice per velocita' e costi e soprattutto perche' non avrei dovuto rovinare le aree con l'antisdrucciolo (che per la vicinanza alla falchetta, ad esempio, non avrebbero potuto MAI essere ripristinate a dovere), ma chiunque me lo sconsiglio'..
se mi posso sbilanciare per il poco che so' e' che le epoxy seppur abbiano un ventaglio di temperature di esercizio abbstanza ampio, sono inferiori alle poli che possono lavorare anche con minori temperature con una catalizzazione meno esigente, nella variazione di temperatura.
Ci vorrebbe Giorgione in versione AI
Tuttologo da Imarroncinichegalleggiano....
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