28-11-2012, 17:09
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 28-11-2012, 17:14 da tiger86.)
Citazione:ADL ha scritto:
non dico che sia universale no, non dico neanche che sia giusto il modo di dire dei derivopodi. mettevo solo i punti fermi. se rileggete bene si nota non dico che come faccio io è giusto. dico solo che anche io faccio così e perchè. se poi voi altri espertopodi mi mettete in bocca (tastiera) che come dico io è .è grazie, ma lo dite voi
poi ribadisco uno a bordo può anche chiamarlo tibullo: basta che quando attibulli l'albero lo appendi verso poppa.
Sante parole quelle in rosso!
Comunque tranquillo ADL, purtroppo con la tastiera si rischia di fraintendersi... il mio intervento non era un rimprovero a te, era solo per fare un po di conversazione e di considerazioni sull'argomento.
Anche io mi ripeto: non cambia niente come lo chiami (a parte la forma e la tradizione culturale) basta capirsi e fare le cose giuste! Mi ripeto ancora: però non vale neppure riprendere colui che si esprime diversamente da te (fra l'altro nel modo teoricamente corretto).
Sempre pour parler... (ci mancherebbe
).Tra l'altro era evidente il tono scherzoso delle tue gesta razziste

Comunque è sempre utile e prezioso fare qualche bordo in deriva. E'tanto che non ci salgo su una e devo senz'altro farlo, perchè ti aiuta molto nella sensibilità (vale pure per il windsurf).
Allo stesso tempo vedo spesso esperti derivisti salire in cabinato ed essere convinti di saper fare anche altura... attenzione che si apre un mondo complesso, articolato, nel quale servono delle competenze poliedriche, un mondo ricco di sfaccettature, dove chi viene dalla deriva (come dovrebbe essere) ha un solo grande vantaggio: la sensibilità a timone e assetto.
Tra me e il mare comanda il tempo...
Leandro
Leandro
