24-01-2013, 22:37
Manovra classica di abbattuta con tangone a bilancino, passibile ovviamente di personalizzazioni:
Il timoniere poggia fino a portarsi in fil di ruota.
L’uomo al braccio quadra al massimo il tangone.
Il tailer di scotta fila bene la scotta dando allo Spi la massima profondità.
Il drizzista fila 30 cm di caricabasso per dare manovrabilità al tangone a bilancino.
Barca piatta e stabile – timoniere con barra al centro. All’ordine del timoniere:
Il n°2, accanto all’albero e con il petto rivolto verso prua, facendo attenzione di non trovarsi mai con il tangone puntato sul petto e con le spalle all'albero, (meglio se inizia la manovra con viso rivolto al pozzetto per un miglior appoggio sull'albero che ti permette di impugnare più saldamente il tangone), scoccia la varea del tangone dal golfare dell’albero o dalla campana, lo fa scorrere per madiere fino a farlo giungere al n°1, questo, facendo passare il tangone sotto la scotta genoa, prende la scotta spi che diventerà braccio e la fa passare nella bocca del tangone stesso; il n°2, appena questa è incocciata, apre la varea che diventa trozza e libera il braccio che diventa scotta, completa lo scorrimento del tangone e lo incoccia nella campana.
- Il randista, appena il tangone è fissato all'albero, cazza la randa, passa il boma e fila velocemente la scotta per aprire la vela sulle nuove mure.
- il drizzista recupera i 30 cm di carica-basso che aveva filato.
- l’uomo del braccio nuovo regola il tangone per la nuova andatura…
il timoniere orza…quanto richiesto dal nuovo bordo…
il tailer di scotta recupera per mantenere lo spi ben gonfio sulle nuove mure (farlo volare pompando con la scotta!).
Importante:
1.
Sincronismo tra timoniere e equipaggio…il timoniere non deve mai anticipare rispetto al “crew”.
2.
Mantenere il più a lungo possibile il fil di ruota per compiere in sicurezza tutte le operazioni
3.
E’ meglio far passare la randa dopo essersi accertati dell’avvenuta strambata dello spi (per questo è bene fare tutto in fil di ruota e con il tempo necessario).
ciao
Il timoniere poggia fino a portarsi in fil di ruota.
L’uomo al braccio quadra al massimo il tangone.
Il tailer di scotta fila bene la scotta dando allo Spi la massima profondità.
Il drizzista fila 30 cm di caricabasso per dare manovrabilità al tangone a bilancino.
Barca piatta e stabile – timoniere con barra al centro. All’ordine del timoniere:
Il n°2, accanto all’albero e con il petto rivolto verso prua, facendo attenzione di non trovarsi mai con il tangone puntato sul petto e con le spalle all'albero, (meglio se inizia la manovra con viso rivolto al pozzetto per un miglior appoggio sull'albero che ti permette di impugnare più saldamente il tangone), scoccia la varea del tangone dal golfare dell’albero o dalla campana, lo fa scorrere per madiere fino a farlo giungere al n°1, questo, facendo passare il tangone sotto la scotta genoa, prende la scotta spi che diventerà braccio e la fa passare nella bocca del tangone stesso; il n°2, appena questa è incocciata, apre la varea che diventa trozza e libera il braccio che diventa scotta, completa lo scorrimento del tangone e lo incoccia nella campana.
- Il randista, appena il tangone è fissato all'albero, cazza la randa, passa il boma e fila velocemente la scotta per aprire la vela sulle nuove mure.
- il drizzista recupera i 30 cm di carica-basso che aveva filato.
- l’uomo del braccio nuovo regola il tangone per la nuova andatura…
il timoniere orza…quanto richiesto dal nuovo bordo…
il tailer di scotta recupera per mantenere lo spi ben gonfio sulle nuove mure (farlo volare pompando con la scotta!).
Importante:
1.
Sincronismo tra timoniere e equipaggio…il timoniere non deve mai anticipare rispetto al “crew”.
2.
Mantenere il più a lungo possibile il fil di ruota per compiere in sicurezza tutte le operazioni
3.
E’ meglio far passare la randa dopo essersi accertati dell’avvenuta strambata dello spi (per questo è bene fare tutto in fil di ruota e con il tempo necessario).
ciao
"Quelli che s'innamoran di sola pratica senza scienza, son come il nocchiere, ch'entra in naviglio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada. Sempre la pratica dev'esser edificata sulla bona teorica". Leonardo da Vinci.
