23-02-2009, 18:45
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 23-02-2009, 20:51 da Klaus.)
E' spiegato abbastanza bene qui:
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Posso aggiungere che trovo molto vantaggioso, rispetto al paranco classico, il fatto che il carrello scorre sempre senza problemi anche ad alti carichi (faccio il randista su un racer di 41 piedi), nonchè la rapidità nel recupero (anche aiutato, quando serve, dal mastman agendo sulle diagonali sotto la trozza del boma) e non ultima la limitata lunghezza della scotta nel pozzetto, con il traffico di cime cimette e scotte che c'è...
Ovviamente nelle virate ti devi ricordare di bloccare la scotta sul self-tailing del winch che sarà sottovento, prima di portarti sopravento maniglia in mano. Un consiglio: tenere sempre in mano la coda della scotta libera e non sul self-tailing (salvo temporanea fine delle mani a disposizione...) nel caso sia necessario svenare rapidamente la randa (vento rafficato), il solo carrello potrebbe non bastare.
BV
Claudio
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Posso aggiungere che trovo molto vantaggioso, rispetto al paranco classico, il fatto che il carrello scorre sempre senza problemi anche ad alti carichi (faccio il randista su un racer di 41 piedi), nonchè la rapidità nel recupero (anche aiutato, quando serve, dal mastman agendo sulle diagonali sotto la trozza del boma) e non ultima la limitata lunghezza della scotta nel pozzetto, con il traffico di cime cimette e scotte che c'è...
Ovviamente nelle virate ti devi ricordare di bloccare la scotta sul self-tailing del winch che sarà sottovento, prima di portarti sopravento maniglia in mano. Un consiglio: tenere sempre in mano la coda della scotta libera e non sul self-tailing (salvo temporanea fine delle mani a disposizione...) nel caso sia necessario svenare rapidamente la randa (vento rafficato), il solo carrello potrebbe non bastare.
BV
Claudio
Pensare è il lavoro più arduo che ci sia, ed è probabilmente questo il motivo per cui così pochi ci si dedicano.
Henry Ford
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