Ieri, 21:54
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: Ieri, 21:55 da Frappettini.)
Ciao a tutti, volevo condividere una riflessione sulla gestione delle vele portanti in solitaria, sperando possa essere utile a chi vive gli stessi dubbi che avevo io. In questi anni sul mio Bavaria 34 ho sperimentato diverse soluzioni, dal gennaker all'A2 fino all'MPS, provandoli sia con la calza che senza. Navigando sempre da solo, il dover andare a prua per gestire la calza o l'ammainata richiedeva una soglia di attenzione altissima; finivo per usare queste vele poche volte l'anno per non rischiare manovre complesse lontano dal timone.
Alla fine ho deciso di passare a un sistema avvolgibile e la scelta è caduta sul Bamar RLG-CODE EVO 08 P. Si tratta di un kit composto dal tamburo EVO, strallo antitorsione da 15 metri e testa girevole dedicata. La prima cosa che colpisce è la qualità costruttiva: i particolari come il tamburo e la girella sono realizzati dal pieno in lega leggera in maniera estremamente accurata.
Per la precisione delle lavorazioni sembrano quasi componenti aeronautici.La caratteristica tecnica che fa la differenza è il morsetto inferiore dotato di mura folle: questo permette alla base della vela di restare libera mentre il tamburo trasmette la rotazione allo strallo, facilitando un avvolgimento "top-down" fluido che strizza fuori l'aria partendo dall'alto.
Il sistema è solido, con un carico di lavoro (WL) di 900 kg per il tamburo e 2200 kg per il cavo. Un dettaglio molto efficace è la guaina di protezione dello strallo in schiuma neoprenica, dotata di tre costolature longitudinali che imprimono un soffice ma efficace grip sulla vela al momento dell'arrotolatura.
Una volta raccolto, il gennaker rimane avvolto in modo estremamente compatto, rendendo agevole alzare il "salsicciotto" direttamente in porto per poi aprire la vela solo quando si è già in mare.
Per il controllo dal pozzetto utilizzo una cima a circuito chiuso da 8 mm con il suo bozzello dedicato.
Leggendo il manuale, ho notato che per la crociera viene suggerito l'impiego di una scotta unica invece delle classiche due.Mi piacerebbe conoscere i vostri pareri al riguardo: chi di voi la usa in solitaria? Ritenete che semplifichi davvero la vita riducendo i rinvii in coperta e i rischi di incattivire le cime, o preferite comunque la doppia scotta?
Alla fine ho deciso di passare a un sistema avvolgibile e la scelta è caduta sul Bamar RLG-CODE EVO 08 P. Si tratta di un kit composto dal tamburo EVO, strallo antitorsione da 15 metri e testa girevole dedicata. La prima cosa che colpisce è la qualità costruttiva: i particolari come il tamburo e la girella sono realizzati dal pieno in lega leggera in maniera estremamente accurata.
Per la precisione delle lavorazioni sembrano quasi componenti aeronautici.La caratteristica tecnica che fa la differenza è il morsetto inferiore dotato di mura folle: questo permette alla base della vela di restare libera mentre il tamburo trasmette la rotazione allo strallo, facilitando un avvolgimento "top-down" fluido che strizza fuori l'aria partendo dall'alto.
Il sistema è solido, con un carico di lavoro (WL) di 900 kg per il tamburo e 2200 kg per il cavo. Un dettaglio molto efficace è la guaina di protezione dello strallo in schiuma neoprenica, dotata di tre costolature longitudinali che imprimono un soffice ma efficace grip sulla vela al momento dell'arrotolatura.
Una volta raccolto, il gennaker rimane avvolto in modo estremamente compatto, rendendo agevole alzare il "salsicciotto" direttamente in porto per poi aprire la vela solo quando si è già in mare.
Per il controllo dal pozzetto utilizzo una cima a circuito chiuso da 8 mm con il suo bozzello dedicato.
Leggendo il manuale, ho notato che per la crociera viene suggerito l'impiego di una scotta unica invece delle classiche due.Mi piacerebbe conoscere i vostri pareri al riguardo: chi di voi la usa in solitaria? Ritenete che semplifichi davvero la vita riducendo i rinvii in coperta e i rischi di incattivire le cime, o preferite comunque la doppia scotta?

