09-02-2011, 15:08
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 09-02-2011, 15:21 da einstein.)
Citazione:mantonel ha scritto:
Einstein, la vela e'in CZ 30, recupero qualche foto e la posto. E'molto leggero come tessuto. In realta'e'proprio quella di cui tu parli la regolazione di cui chiedo. NOrmalmente riesco a stringere il vento sino a 50 gradi, ma per stringere oltre mi sono fatto un paranchetto, come dice Aleufo, per abbassare il punto di scotta. A quel punto la vela diventa come un grande genova, ma ho sempre teso a cazzare la drizza e non quel meolo o cimetta interna, parallela al gratile. Arrivo cosi a 30-35 gradi. Quando passo alle portanti mollo la drizza e faccio spanciare la vela, aiutandomi anche con la scotta che mollo. Cosa fare in quel caso con il meolo dche arriva al punto di mura?
Attenzione, se il velaio ha fatto bene il suo lavoro, quando si stringe al massimo, il punto di scotta deve risultare corretto senza barber (cioè deve permettere alla balumina di scaricare correttamente); il barber serve quando si allarga l'andatura.
Ma ritornando a noi, la cimetta che tu vedi ha la funzione di modificare la tensione del punto di mura e quindi di spostare il grasso più o meno avanti o indietro, praticamente ha la stessa funzione della drizza su un genoa inferito.
Ti posto altre due diapositive per farti capire meglio:
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osservando la prima diapositiva, con drizza ben cazzata, si nota tutto il grasso avanti, basta lascare la mura e questo è il risultato:
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E' chiaro che non puoi ogni volta andare su e giù (a meno che non ti porti la regolazione mura in pozzetto), sarà sufficiente trovare il giusto compromesso a drizza ben cazzata e poi giocare sulla tensione della stessa (drizza).
ciao
"Quelli che s'innamoran di sola pratica senza scienza, son come il nocchiere, ch'entra in naviglio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada. Sempre la pratica dev'esser edificata sulla bona teorica". Leonardo da Vinci.
