Quale è l'armo più performante?
#1
Ciao a tutti,
una domanda proprio da principiante,
che scelta di base c´é nella barche con un solo albero o con piú albero?
Differenze di prestazioni; maneggevolezza, ingombro?
grazie
ciao
eiasu



Modificato per... non fermarsi al bialbero... e sognare i velieri.
Titolo originale: Vanno piú veloce i monoalbero o i bialbero?
Sono in pochi che possono dare del tu al mare
E quei pochi che possono, non lo fanno
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#2
Hanno sempre reso di meno.

Una volta, tanto tempo fa, quando i verricelli erano delle cose primordiali, si diceva che la superficie massima di una vela doveva essere 50 mq.
Anche perche' era fatta con dei materiali talmente pesanti che non solo cazzarla era un problema, ma anche spostarla su e giu', legarla etc.
Da cui l' esigenza di frazionare la superficie velica sulle barche grandi.

In realta', con le attrezzature e pesi delle vele che ci sono ggi, questo limite si e' spostato molto, ma molto piu' in alto.
Per cui, gli armi frazionati hanno poco senso: pesano di piu, sono piu' complessi, quindi sono anche piu' costosi.

Sono belli, pero' .......
Big Grin
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#3
I motori al massimo sono bialbero le barche a vela sono ketch, golette, .
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#4
Citazione:ixaco ha scritto:
I motori al massimo sono bialbero le barche a vela sono ketch, golette, .

...credo che si riferisca ai motori 4242SmileSmileBig GrinBig Grin


..... Mala tempora currunt, sed peiora parantur SadsmileySadsmileySadsmileySadsmiley
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#5
Citazione:PaoloB3 ha scritto:
Hanno sempre reso di meno.

Una volta, tanto tempo fa, quando i verricelli erano delle cose primordiali, si diceva che la superficie massima di una vela doveva essere 50 mq.
Anche perche' era fatta con dei materiali talmente pesanti che non solo cazzarla era un problema, ma anche spostarla su e giu', legarla etc.
Da cui l' esigenza di frazionare la superficie velica sulle barche grandi.

In realta', con le attrezzature e pesi delle vele che ci sono ggi, questo limite si e' spostato molto, ma molto piu' in alto.
Per cui, gli armi frazionati hanno poco senso: pesano di piu, sono piu' complessi, quindi sono anche piu' costosi.

Sono belli, pero' .......
Big Grin
quoto ed aggiungo che la frazionatura permette una miglior bilanciatura del centro velico rispetto al centro di deriva; con la giusta regolazione la barca tiene la rotta senza interventi sul timone. Oggi questa caratteristica sembra superflua, ma in passato, quando non esistevano piloti automatici, voleva dire, in caso di traversate oceaniche, avere 3 uomini in meno in equipaggio.
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#6
Si chiama high aspect ratio, è il rapporto tra base e altezza del piano velico (o di una singola vela) è il motivo per cui le ali di un aereo sono per traverso anzichè per lungo.

Se suddividi su 2 o più alberi la superficie velica di un albero avrai un rapporto base/altezza meno favorevole.

Per le leggi dell'aerodinamica che regolano la questione ti rimando a Eulero, un nome una garanzia.

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#7
Citazione:
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Big Grin
quoto ed aggiungo che la frazionatura permette una miglior bilanciatura del centro velico rispetto al centro di deriva; con la giusta regolazione la barca tiene la rotta senza interventi sul timone. Oggi questa caratteristica sembra superflua, ma in passato, quando non esistevano piloti automatici, voleva dire, in caso di traversate oceaniche, avere 3 uomini in meno in equipaggio.

Checchè se ne dica, le imbarcazioni a due alberi hanno comunque un fascino unico!
Giovinezza giovinezza che mi sfuggi tuttavia chi vuol esser lieto sia del doman non c'è certezza....
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#8
Grazie delle delucidazioni,
personalmente dal punto di vista estetico preferisco i monoalberi,
che a quanto ho capito hanno vantaggi di costo e performance,
oltre ad avere un ingombro ridotto.
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#9
Citazione:Per le leggi dell'aerodinamica che regolano la questione ti rimando a Eulero, un nome una garanzia.

facile fare lo scarica barile!!Big GrinBig GrinBig Grin


Ora c'ho sonno...
in sintesi: stesso scafo diverso piani velico:

Sloop, più rendimento, ma più tela da gestire
Cutter, buon compromeso, stessa teo dello sloop ma meno da gestire con vento fresco, più pissibili configurazioni
Yawl, identico al cutter ma con una vela a poppavia del timone(non della barra oi della ruota), se sei bravo ed il progetto è buono non avrai bisogno di un timone a vento o autopilota.
Ketch e goletta. poca tela a riva, molte perturbazioni tra vela e vela, poco rendimento con poco vento(considera che un multialbero nasce perchè la tecnologia non permetteva un albero molto alto, difatti si provava a compensare con lunghi bompressi). Con vento fresco però è più semplice gestire meno tela, rendendo una barca molto manovriare usando una vela di strallo e la mezzana (o maestra e strallo di trinchetto=...

Parere del tutto personale


Aggiungo... sebbene aerodinamicamnete sconvenienti, Ketch, Schooner e yawl sono (Quando ben disegnati) terribilmente più affascinanti di tante altre barche. I progetti di quest'ultime, in genere, vengono da epoche in cui la Barca non serviva per il charter, o per stipare tre cabine e due bagni in 11 metri, ma per affrontarer il Mare grosso e violento, e per resistere agli anni che passano con onore...


buona notte a tutti
Giuseppe


Dimenticavo: non ho risposto alla domanda: i monoalbero sono più veloci dei bialbero in asse longitudinale
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#10
Eulero grazie tante,
anche in preda alla sonnolenza la tua risposta é auqntomqi chiarificatrice
´notte
eiasu
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#11
Per Eulero:

Sì ma non hai spiegato perchè le ali degli aerei sono per traverso e non per lungo...
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#12
Citazione:starghost ha scritto:
Per Eulero:

Sì ma non hai spiegato perchè le ali degli aerei sono per traverso e non per lungo...

vabè, ciavevo sonnoBig Grin! E nel caso specifico dei ketch più che un AR poco vantaggioso è un pesante interferenza tra le numerose vele.

In ogni caso sistemo subito: A parità di superficie, un'ala sviluppa un buon rapporto poprtanza/resistenza quando l'altezza del profilo è sensibilmente maggiore della lunghezza della corda. Questo rapporto diventa svantaggioso con l'aumetare dellla velocità del fluido o della sua desità. Questo è il motivo per cui gli alianti, i gabbiani, gli albatros, le aquile, e in genere tutto ciò che vola il più possibile 'passivamente', si ritrova con grandi aperture alari e piccole corde. Al contrario, con l'aumentare della velocità e della densità, questo rapporto portanza/resistenza risulta non essre più vantaggioso. Questo è il motivo per cui aerei supersonici hanno delle aperture alari ridotte corde lunghe a volte quasi quanto l'intera fusoliera. Nel caso specifico della densità del fluido c'è ne accorgiamo con forma e profilo delle derive.
NElla vela questo si traduce con rande con basi ridotte e alberi svettanti, quando possibile un profilo rotante si usano piccoli fiocchi per evitare grosse interferenza. Come buon esempio a queste riflessioni vi sono le barche da AC. Col tempo gli alberi sono diventati sempre più alti rispetto alla base, è stata diminuita sensibilmente l'altezza dello strallo, e, nell'ultima edizione, il trimarano oracle, il cui team ha sviluppato un ale ad altissimo rendimento in cui era addirittura possibile controllare il twist, ha fatto buon parte della competizione senza vele di prua.
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#13
Citazione:skipperVELA ha scritto:
Citazione:
Citazione:




Big Grin
quoto ed aggiungo che la frazionatura permette una miglior bilanciatura del centro velico rispetto al centro di deriva; con la giusta regolazione la barca tiene la rotta senza interventi sul timone. Oggi questa caratteristica sembra superflua, ma in passato, quando non esistevano piloti automatici, voleva dire, in caso di traversate oceaniche, avere 3 uomini in meno in equipaggio.

Checchè se ne dica, le imbarcazioni a due alberi hanno comunque un fascino unico!
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#14
Il sig. Bernoulli e il suo amico sig. Venturi cosa ne pensano?
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#15
Citazione:Pierr ha scritto:
Citazione:skipperVELA ha scritto:
Citazione:
Citazione:




Big Grin
quoto ed aggiungo che la frazionatura permette una miglior bilanciatura del centro velico rispetto al centro di deriva; con la giusta regolazione la barca tiene la rotta senza interventi sul timone. Oggi questa caratteristica sembra superflua, ma in passato, quando non esistevano piloti automatici, voleva dire, in caso di traversate oceaniche, avere 3 uomini in meno in equipaggio.

Checchè se ne dica, le imbarcazioni a due alberi hanno comunque un fascino unico!

Le imbarcazioni sì, ma le bagnarole?

[:16]
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#16
Vanno piú veloce i monoalbero o i bialbero?

In tutti i campi, come sempre, e come per tutti gli attrezzi, dipende dal manico.
Big Grin
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#17
Citazione:starghost ha scritto:
Il sig. Bernoulli e il suo amico sig. Venturi cosa ne pensano?

Il signor benoulli pernsa che se la gente crede che la portanza sia data da una differenza di velociàa tra intredosso ed estradosso di una vela, allora deve anche pensara che il flusso decelerato dell'intradosso della vela sottovento non può che creare problemi all'estradosso della vela sopravento, che invece dovrebbe avere un flusso accelerato... Tutto cambia quando si cambia prospettiva e, al posso di vedere le vele una per una, si vede il flusso deviato nel suo insieme... Quando si vede quella masa d'aria deflessa non si può fare a meno di chiedersi se, a questo punto, più che bernoulli(che ha esposto un proncipio, e non una legge), non entrino in gioco delle leggi più elementari... quali la conservazione dell'energia, della massa e del momento angolare.... Guardando tutto da una prospettiva diversa si ci rende conto che in fondo , se il nostro obbiettivo è deviare il flusso, lasciandolo meno perturbato possibile, opponendogli meno resistenza, allora avere molte vele non significa andare più veloce, signifaca avere più resistenza, provocare più perturbazioni, far lavorare male una vela rispetto all'altra. Molto se ne sono resi conto.. per questo saltano gli alberi di mezzana di adriatica, del koala 50 di malingri, e tante altre... si ci rende conto che avere più tela non vuol dire andare più veloce.
E' ancor più interessante scoprire che il flusso che più concorre alloa portanza non è vicino alla vela, ma è lontanto, tanto più lontabo quanto più è grande la vela. Il flusso sottovento, la DEFLESSIONE sottovento... avete mai giocato alla pelota basca? avete presente quella racchetta ad arco che spara la palla a oltre duecento chilometri orari? sempre le tre leggi... stessa cosa succede alle nostre vele.
L'effetto venture nella vela è un piccolo mito. Effettivamente, quando non si riesce a vedere tutto da un prospettiva più amplia, si sente questo sflusso sparato tra due vele e si pensa 'miii che accelerazione'. Si manca di prospettiva, tutto qua... le leggi fondamentali son sempre qulle: CLegge di conservazione della massa, dell'energia, del momento angolare(non in questo caso)... se prendiamo un tubo di venturi e lo orientiamo controvento è vero che il flusso accelera, ma non lo fa certo avanzare controvento.

Quindi qual'è l'armo più conveniente?
Dipende... (e quando mai!)
In linea di principio la configurazione più conveniente è l'armo . sola randa molto allunata, con la base lunga quasi quanto lo scafo.... Il problema è che il bordo d'entrata(l'abero), in questi caso è molto particolare: è autoportante, e provoca gravi perturbazioni. Chi invece si può permettere un albero rotante, quali i catamarani, spesso si limitano alla sola randa semza perdere prestazioni... ora anche alcuni f18 vannno di sola randa.

Perchè si coontinua a usare il fiocco? il discorso è lungi, e qua sul forum c'è gente molto più competente di me che può spiegarlo. Diciamo che il fiocco 'invita'il flusso, facendogli 'saltare' l'ostacolo albero. Questo è il motivo per cui oggi si tende ad usare fiocchi sempre più piccoli, a minima sovrapposizione. Molti armatori hanno ridotto i loro genoa a fiocchi senza perdere prestazioni, anzi, in molti casi migliorandole.

... forse continuo dopo, ora mi sta venendo fame!
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#18
...nel tuo primo intervento avevi sonno, adesso interrompi perchè hai fame! Sei proprio schiavo dei sensi...



vue! Si scherza!
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#19
Citazione:Frappettini ha scritto:
Sei proprio schiavo dei sensi...

vue! Si scherza!

no, non si scherza, hai perfettamente ragione!
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#20
E io che pensavo si parlasse degli assi a camme della .:
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