2 ore fa
Buongiorno a tutti gli adv.
Da quando ho comprato la mia (prima) barca mi trovo in difficoltà con la presa dei terzaroli. Il proprietario precedente aveva disarmato per limiti di età e non poteva darmi indicazioni...
Ho quindi fatto varie prove, sempre da inesperto, ma continuo a pensare che ci sia qualcosa che mi sfugge.
L'albero è un Canclini, su cui è stato applicato un binario sovrapposto in modo da usare dei cursori in acciaio. Devo dire che la randa va su e giù molto agevolmente.
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Oltre a questo, i classici corni di trozza sono stati modificati saldando due pezzi d'acciaio, creando quindi due ganci chiusi. Sul boma sono stati installati due rinvii a dritta per la prima mano, due a sinistra per la seconda.
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La randa è full batten e c'è il sitema di riduzione a borosa unica. Ogni mano ha un anello cucito lungo l'inferitura su cui è installato un bozzello, mentre dal lato della balumina c'è solo il classico occhiello.
Aggiungo che a base d'albero ho trovato 2 bozzelli liberi per lato.
Spero di non aver dimenticato nulla.
Anzitutto ho utilizzato un grillo a cetra per il punto di mura così come si vede in foto.
Ho poi passato la borosa dal bozzello a piede d'albero, quindi su fino al bozzello di mura della prima mano, poi attraverso i due rinvii sul boma, fino all'occhiello sulla balumina per terminare con una gassa d'amante sul boma.
Con questo circuito però ho almeno due problemi:
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Come dicevo, ho trovato due bozzelli per lato a piede d'albero. Se modifico il circuito inserendo anche questo, ossia:
riesco un po' a risolvere il problema 1 ma non il 2. Questo sistema ha anche l'inconveniente che rende più difficoltosa l'issata della randa perchè i vari passaggi delle borose trattengono la vela.
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L'unico modo che ho trovato per prendere le mani in maniera decente è quello di continuare ad usare i due bozzelli a piede d'albero e poi di togliere i cursori della parte di vela che si va a ridurre.
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Ovviamente questa è un'operazione che obbliga ad andare all'albero vanificando la comodità della borosa unica, oltre ad essere molto più scomoda di una normale manovra di presa di terzaroli dove basta incocciare un anello nel corno. In questo caso occorre togliere una sorta di coppiglia, togliere il pin e il fine corsa sulla canalina (senza perderlo...). In caso di calo del vento bisogna poi rimettere dentro i cursori tolti per issare completamente la randa....
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Fosse stato per me, avrei lasciato il sistema tradizionale, ma come dicevo all'inizio, credo mi stia sfuggendo qualcosa (ad es. perchè modificare i corni sulla trozza?)
Grazie per l'aiuto.
Da quando ho comprato la mia (prima) barca mi trovo in difficoltà con la presa dei terzaroli. Il proprietario precedente aveva disarmato per limiti di età e non poteva darmi indicazioni...
Ho quindi fatto varie prove, sempre da inesperto, ma continuo a pensare che ci sia qualcosa che mi sfugge.
L'albero è un Canclini, su cui è stato applicato un binario sovrapposto in modo da usare dei cursori in acciaio. Devo dire che la randa va su e giù molto agevolmente.
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Oltre a questo, i classici corni di trozza sono stati modificati saldando due pezzi d'acciaio, creando quindi due ganci chiusi. Sul boma sono stati installati due rinvii a dritta per la prima mano, due a sinistra per la seconda.
WhatsApp Image 2026-09-25 at 18.49.13.jpeg (Dimensione: 126,7 KB / Download: 6)
La randa è full batten e c'è il sitema di riduzione a borosa unica. Ogni mano ha un anello cucito lungo l'inferitura su cui è installato un bozzello, mentre dal lato della balumina c'è solo il classico occhiello.
Aggiungo che a base d'albero ho trovato 2 bozzelli liberi per lato.
Spero di non aver dimenticato nulla.
Anzitutto ho utilizzato un grillo a cetra per il punto di mura così come si vede in foto.
Ho poi passato la borosa dal bozzello a piede d'albero, quindi su fino al bozzello di mura della prima mano, poi attraverso i due rinvii sul boma, fino all'occhiello sulla balumina per terminare con una gassa d'amante sul boma.
Con questo circuito però ho almeno due problemi:
- La randa viene tirata solo verso il basso e non viene trattenuta verso l'albero.
- La randa viene cazzata molto male perchè oltre un certo tiro, si tende la parte di vela già ridotta ossia quella tra il bozzello cucito e il cursore più in basso. Cursore che va a sforzare contro il blocco che impedisce ai carrelli di venir fuori dalla canalina in ammainata.
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Come dicevo, ho trovato due bozzelli per lato a piede d'albero. Se modifico il circuito inserendo anche questo, ossia:
- primo bozzello piede d'albero
- bozzello di prima mano
- secondo bozzello di piede d'albero
- primo e secondo rinvio sul boma
- occhiello di bugna
- gassa sul boma
riesco un po' a risolvere il problema 1 ma non il 2. Questo sistema ha anche l'inconveniente che rende più difficoltosa l'issata della randa perchè i vari passaggi delle borose trattengono la vela.
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L'unico modo che ho trovato per prendere le mani in maniera decente è quello di continuare ad usare i due bozzelli a piede d'albero e poi di togliere i cursori della parte di vela che si va a ridurre.
WhatsApp Image 2026-09-25 at 18.32.35.jpeg (Dimensione: 219,18 KB / Download: 3)
Ovviamente questa è un'operazione che obbliga ad andare all'albero vanificando la comodità della borosa unica, oltre ad essere molto più scomoda di una normale manovra di presa di terzaroli dove basta incocciare un anello nel corno. In questo caso occorre togliere una sorta di coppiglia, togliere il pin e il fine corsa sulla canalina (senza perderlo...). In caso di calo del vento bisogna poi rimettere dentro i cursori tolti per issare completamente la randa....
WhatsApp Image 2026-09-25 at 18.42.17.jpeg (Dimensione: 156,23 KB / Download: 3)
Fosse stato per me, avrei lasciato il sistema tradizionale, ma come dicevo all'inizio, credo mi stia sfuggendo qualcosa (ad es. perchè modificare i corni sulla trozza?)
Grazie per l'aiuto.

