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15-05-2013, 22:15
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 15-05-2013, 22:20 da gava.)
2 anni fà il bulbo aveva piccole bollicine:
[[hide][hide][hide][img]http://imageshack.us/a/img844/6642/cimg0200large.jpg[hide][img][/hide][/hide][[hide][hide][hide][img]http://imageshack.us/a/img16/9895/cimg0197large.jpg[hide][img][/hide][/hide][[hide][hide][hide][img]http://imageshack.us/a/img827/4443/cimg0199large.jpg[hide][img][/hide][/hide]
Quest'anno tirandola su dopo una passata di idro che ha tolto un sostanziale strato di roba rugginosa, e con una piccola molata di prova (parte centrale della foto):
[[hide][hide][hide][img]http://imageshack.us/a/img96/8184/20130512164325.jpg[hide][img][/hide][/hide][[hide][hide][hide][img]http://imageshack.us/a/img694/4025/20130512164354.jpg[hide][img][/hide][/hide][[hide][hide][hide][img]http://imageshack.us/a/img822/5233/20130512164425.jpg[hide][img][/hide][/hide]
. parte molata dove non son andato completamente a metallo il bulbo inizia a sudare, piccole bolle d'acqua.. dalle foto si intravedono.
Perchè suda? fin dove devo arrivare a molare?
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Ma da quando tempo è fuori acqua?
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A questo punto se fai sabbiare il bulbo fai un lavorone.Se vai di mola credo che non riesci a sistemarlo ben bene.
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Guarda io l'ho tirata su da dicembre (1° dicembre) a primi di maggio (è stata a terra più di 6 mesi).
Ho fatto al bulbo tutti gli interventi 'regolamentari'.
Sono arrivato al metallo, ho lavato con acqua dolce - acido fosforico e acqua dolce nuovamente.
Ripristinato con stucco epossidico (quello azzurro che sembra crema gelato...), primer epossidico delta della boero (quello rosso che non se ne va più dalle mani...), primer epossidico bianco e tre mani di Av.
Alla fine spurgava lo stesso.
Quindi non ti arrovellare fai quello che devi e mettila in acqua.
Vedrai che la smette....
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Il mio bulbo era simile, ho fatto il lavoro 3 anni fa ma avevo solo una settimana di tempo incluso carena.
Flessibile, lavaggio a pressione, acido fosforico e qualche strato di epossidica.
Qualche poro continua a spurgare, ma la situazione è molto migliorata e direi che si contiene nel tempo.
Probabilmente il rapporto costi / benefici suggerisce di non spenderci sopra un capitale.
Ho visto che l'aggiunta di una coppia di zinchi sulla pinna (prima non c'erano) ha migliorato la situazione.
Vuol dire che una parte di corrosione avviene per elettrolisi nonostante la pinna sia assolutamente isolata
dall'impianto elettrico.
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L'ho tirata su 2 settimane fà.
sabbiare costa troppo, quindi discherò.
ma il poro che spurga è della ghisa? Se suda dopo che disco dovrei discare e poi aspettare che spurghi?
Metterò un paio di zinchi anch'io già che è in secca.
mercì
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Come è il modo giusto per aggiungere gli anodi sacrificali al bulbo in ghisa?
Trapanata e vite passante?
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l'importante è che la superficie dello zinco sia a contatto con la ghisa e tale superfici non devono essere trattate, ne tantomeno ricoperto lo zinco di niente.
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se vai alla pagina due di 'lavori a bordo' trovi tanta roba che parla del trattamento del bulbo in ghisa. In ogni caso è una fatica bestiale o costi di sabbiatura rilevanti se non hai vicino qualche sabbiatore affidabile! Ciao
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Scusate, ma su un bulbo completamente in piombo, gli zinchi sono necessari?
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La scala dei potenziali di dissoluzione detta anche scala galvanica di nobiltà dei metalli nell’acqua di mare a 25°C espressa in milliwatt, questa è sintetizzata ma risponde alla tua domanda:
Acciaio inox -100
Titanio -150
Bronzo -360
Ottone -360
Rame -360
Piombo -510
Acciaio -610
Ghisa -610
Alluminio -750
Zinco -1130
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17-05-2013, 19:52
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 17-05-2013, 19:53 da andros.)
Ho l'impressione che il 'trasudamento' sia dovuto alla penetrazione
di sale negli anfratti di una fusione non perfetta.
il sale raccoglie l'umidità latente e ti restituisce la gocciolina.
lavaggi a pressione sono obbligatori a ghisa scoperta.
poi solite menate.sabbituradiscatura,isolamento,e aggiunta di un generoso zinco.
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Citazione:Leonardo696 ha scritto:
La scala dei potenziali di dissoluzione detta anche scala galvanica di nobiltà dei metalli nell’acqua di mare a 25°C espressa in milliwatt, questa è sintetizzata ma risponde alla tua domanda:
Acciaio inox -100
Titanio -150
Bronzo -360
Ottone -360
Rame -360
Piombo -510
Acciaio -610
Ghisa -610
Alluminio -750
Zinco -1130
non che in questo contesto faccia molta differenza, ma credo sia in mV
I miei racconti su:
http://www.whileslowly.com - http://www.facebook.com/WhileSlowlyGoingNowhere
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Citazione:Leonardo696 ha scritto:
La scala dei potenziali di dissoluzione detta anche scala galvanica di nobiltà dei metalli nell’acqua di mare a 25°C espressa in milliwatt, questa è sintetizzata ma risponde alla tua domanda:
Acciaio inox -100
Titanio -150
Bronzo -360
Ottone -360
Rame -360
Piombo -510
Acciaio -610
Ghisa -610
Alluminio -750
Zinco -1130
Interessante la scala, ma mi mette dei dubbi:
come mai le prese a mare in ottone si corrodono mentre quelli in bronzo non si corrodono, se il valore di scala è lo stesso?
La conoscenza è una raffinata dichiarazione di ignoranza!
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L'ottone si corrode perchè se ne va lo zinco che vi è contenuto e quindi il tutto diventa poroso e perde consistenza meccanica
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17-05-2013, 21:54
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 18-05-2013, 00:55 da Leonardo696.)
In tutte le scale galvaniche che ho avuto modo di vedere, durante i vari corsi sull'anticorrosione, questi due elementi sono molto vicini
Guarda questa
ANODO +
Magnesio
Zinco
Berilio
Al 7072 - 7075
Al 2014-T3
Al 7079-T6
Cadmio
Al 6061-T6
Al 7075-T6
Al 6061-0
Al 2024-T4
Al 5052-H16
Acciaio inossidabile AISI-430
Piombo
Ferro
Acciaio inossidabile AISI-410
Rame
Nickel
Cromo
Tantalio
Acciaio inossidabile AISI-310
Acciaio inossidabile AISI-301 (attivo)
Acciaio inossidabile AISI-304 (attivo)
Acciaio inossidabile AISI-430 (attivo)
Acciaio inossidabile AISI-410 (attivo)
Tungsteno
Niobio
Uranio
Ottone
Acciaio inossidabile AISI-316L (attivo)
Bronzo
Rame
Acciaio inossidabile AISI-347 (attivo)
Molibdeno
Acciaio inossidabile AISI-202 (attivo)
Acciaio inossidabile AISI-201 (attivo)
Acciaio inossidabile AISI-321 (attivo)
Acciaio inossidabile AISI-316 (attivo)
Acciaio inossidabile AISI-309 (attivo)
Acciaio inossidabile AISI-304 (passivo)
Acciaio inossidabile AISI-301 (passivo)
Acciaio inossidabile AISI-321 (passivo)
Acciaio inossidabile AISI-201 (passivo)
Acciaio inossidabile AISI-286 (passivo)
Acciaio inossidabile AISI-316L (passivo)
Acciaio inossidabile AISI-202 (passivo)
Titanio
Argento
Oro
Grafite
CATODO -
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17-05-2013, 22:24
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 17-05-2013, 22:37 da ASK.)
La superficie della ghisa non e’ mai perfetta. Presenta sempre microcavità (microfessure, micropori) che, riempiti con acqua di mare, sono all’origine del trasudamento in questione. Inutile sperare di eliminare le microcavita’ con la mola. Possono essere profondi anche qualche centimetro. L’unico rimedio e’ la sabbiatura totale della chiglia. Propongo di seguire la seguente procedura:
1) far asciugare la chiglia, asportando le bolle e lavandola ogni giorno con acqua dolce (in modo da eliminare il sale dalle microcavita’), finche non cessano del tutto i trasudamenti.
2) Sabbiatura: importante concordare con chi esegue il lavoro di sabbiare la chiglia nella tarda mattinata di una giornata calda ed asciutta, in modo da avere il tempo per effettuare almeno le prime 2 resinature nel pomeriggio della stessa giornata.
3) Prima mano di fondo epossidico: per impedire che si riforma un microscopico strato di ruggine sulla superficie metallica vergine, applicare immediatamente dopo la sabbiatura, nelle ore piu' calde della giornata (molto prima che cala l'umidita' serale), un fondo epossidico. La resina impiegata deve essere piu’ liquida possibile (ma NON deve essere diluita con solvente) in modo che le microcavita’ nella ghisa la assorbono bene per effetto capillare. La resina va data in abbondanza, e ridata in continuazione per rompere le bolle d’aria che si formano e finche la ghisa non smette di aspirare la resina.
4) Primo strato di stucco epossidico a spessore: non appena la prima mano diventa gommosa ma ancora appiccicosa (pertanto nella stessa giornata), procedere con il primo strato di stucco a spessore, in modo da sigillare subito e definitivamente il metallo con un strato di epossidica sufficientemente spesso.
5) Il giorno dopo si ricomincia lavando la chiglia con acqua dolce (per eliminare il cosiddetto “Amine blush” che, per reazione chimica con l’umidita’ notturna, si e’ formato sulla resina fresca) e carteggiare bene, possibilmente senza sfondare e toccare il metallo sottostante.
6) Resinature successive: seguire le istruzioni del sistema epossidico che si e’ deciso di usare, avendo cura di cominciare ogni mattina con il lavaggio e la carteggiatura per eliminare l’Amine blush. Invece se applicate piu' mani di epossidica durante la stessa giornate, non ocorre carteggiare se lo strato precedente e' ancora in fase di polimerizzazione (si presenta gommoso ed appiccicoso).
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18-05-2013, 03:58
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 19-05-2013, 04:48 da Leonardo696.)
Il problema principale della ghisa è dato dalle sue porosità
La porosità cieca nasce dalla superficie ed ha caratteristiche morfologie disparate, non presenta inconveniente circa il punto di vista della tenuta del componente ai liquidi e ai gas ma influisce molto sui risultati finali dopo i trattamenti superficiali.
Questa porosità, costituisce un accumulo per aria, acqua e per tutti i fluidi di trattamento in fase di lavorazione del materiale.
Nei trattamenti galvanici per immersione queste cavità si riempiono del liquido dei bagni che poi riaffiora dopo la lavorazione andando ad intaccare e corrodere tanto il metallo quanto il rivestimento; nell'ossidazione anodica il fenomeno è conosciuto col nome di 'White spotting' (vaiolatura).
Questo penso possa far capire il perchè la ghisa sputa acqua di mare
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ho letto da qualche parte, che una volta portata a nudo la ghisa bisogna passare con acetone, che ha la proprietà di far uscire l'acqua dai pori
La conoscenza è una raffinata dichiarazione di ignoranza!
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Assolutamente SI
L'acetone è fortemente igroscopico, per cui ha il potere di inglobare le parti di acqua
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