07-07-2026, 00:53 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-07-2026, 00:57 da ibanez.)
Questo weekend mi è successa una cosa che credo sia l'incubo di tutti noi diportisti:
la rottura di un passascafo mentre stavo chiudendo una presa a Mare!
Voglio condividere con voi l'esperienza fatta, perché vi anticipo che ha un lieto fine e perchè se sai come affrontarlo, l'incubo è un pò meno pauroso (ma sempre da evitare a tutti i costi.
Premetto che quando ho acquistato la barca 4 anni fa il vecchio proprietario mi ha detto che aveva cambiato da poco le valvole che i effetti apparivano in buono stato e aprivano echiudevano senza opporre resistenza.
Comunque sabato verso le 5 di sabaro pomeriggio mentre ero in porto decido di chiudere le valvole perchè di bolina mi entra acqua dal lavello e dal wc, ma appena tocco quella del lavello sento un sonoro "stac",la valvola mi.rimane in mano e un getto di acqua mi inonda il braccio.
Panico!!!
metto una mano sul foro, vedo che non passava neanche un goccio.di acqua e rimango pietrificato per un buon minuto prima di gridare a mia moglie di chiamare il mio vicino di barca.
Lui arriva, gli chiedo di prendere i coni nel tavolo da carteggio e individuo quello che si adattata meglio al passascafo rotto provandolo sulla parte che era venuta via.
Tolgo la mano e rapidamente metto il cono, assestato con due colpi di palmo, non entrava più una goccia!
Ho preso il martello, ci ho picchiettato leggermente ma non troppo per paura di far danni e ho capito che era piantato molto stabilmente.
Chiamo il gruista del porto che non risponde, nel frattempo incontro il sub palombaro professionista che fa i lavori subacquei che mi dice: e che problema cè, ne ho cambiate centinaia con la barca in acqua, procurati passascafo, valvola e sikaflex e ci vediamo domani alle 10.
Corro al negozio di nautica, prendo passascafo, , valvola, curva e portagomma in ottone (le uniche che aveva, sikaflex, canapa e pasta verde e torno a bordo.
Il cuneo reggeva ancora, neanche una gocciolina per tutta la.notte finchè la.mattina alle 10 arriva il sub.
Ha subito martellato via il vecchio passascafo e infiliato un nuovo cuneo direttamente sulla vetroresina.
Lui si tuffa, io rimango a bordo.
Pulisce la sede del passascafo, a filo, quindi incassata e mi chiede di passargli il passascafo già con il bordo di sika e un cuneo infilato dentro.
Al suo via ho tolto il cono e lui ha rapidamente infilato il passascafo, già tappato come ho detto sopra. Ho messo rondella e dado, avvitato con la chiave a tubo (fondamentale) mentre lui teneva fermo il passascafo dall'esterno con una chiave a cricchetto il cui quadro si incastra perfettamente.
Il resto è storia di ordinario montaggio di raccorderia idraulica: pasta verde e canapa dappertutto e via. Abbiamo cominciato alle 10:00, alle 11 eravamo al bar.
Era una cosa che non doveva succedere ed è stato il risultato di una serie di errori da parte mia, ma la buona notizia è che malauguratamente dovesse succedere a qualche altro sprovveduto come me, no panic e sappiate che cambiare il passascafo con la barca in acqua si può fare.
Guardando la foto il vecchio rubinetto mi sembra messo molto male! Per fortuna, anzi per tua previdenza, avevi i coni a disposizione!
Se veramente erano state cambiate da poco al primo rimessaggio darei un occhio anche alle atre prese.
Ho qualche dubbio sull'uso della pasta verde in ambiente marino, ma non ricordo se me lo disse un amico idraulico o se lo lessi tempo fa su questo forum.
07-07-2026, 08:03 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-07-2026, 08:05 da ibanez.)
(07-07-2026, 07:25)bullo Ha scritto: Spero che la presa a mare e la valvala siano di bronzo
no, sono in ottone, le uniche che ho trovato alle 17 (anzi nel frattempo si erano fatte le 18) nell'unico negozietto di nautica in città. 30 euro tutto il gruppo, resisteranno fino al prossimo alaggio, poi cambio tutto.
È stata una riparazione in emergenza, non deve durare 30 anni
(07-07-2026, 07:55)Markolone Ha scritto: Guardando la foto il vecchio rubinetto mi sembra messo molto male! Per fortuna, anzi per tua previdenza, avevi i coni a disposizione!
Se veramente erano state cambiate da poco al primo rimessaggio darei un occhio anche alle atre prese.
Ho qualche dubbio sull'uso della pasta verde in ambiente marino, ma non ricordo se me lo disse un amico idraulico o se lo lessi tempo fa su
Questa cosa della pasta verde in ambiente marino non la sapevo, mi informerò
Ho parlato col mio amico idraulico che mi conferma di avermi detto lui della pasta verde per esperienza diretta, ma si riferiva all'utilizzo con prese e valvole di plastica.
Quindi non per corrosione, ma pare che la pasta verde provochi la cristallizzazione della plastica.
Ho esteso la ricerca e non ho trovato in rete controindicazioni all'uso con ottone o bronzo.
07-07-2026, 13:25 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-07-2026, 13:53 da ibanez.)
(07-07-2026, 12:53)Markolone Ha scritto: Ho parlato col mio amico idraulico che mi conferma di avermi detto lui della pasta verde per esperienza diretta, ma si riferiva all'utilizzo con prese e valvole di plastica.
Quindi non per corrosione, ma pare che la pasta verde provochi la cristallizzazione della plastica.
Ho esteso la ricerca e non ho trovato in rete controindicazioni all'uso con ottone o bronzo.
Grazie mille, mi hai tranquillizzato.
Ho optato per pasta verde e canapa perchè più tollerante e ignorante, tenendo presente che avrei lavorato in emergenza, in spazi angusti e con l'ulteriore grado di complessità di dover allineare sia la valvola affinché la leva non interferisse con qualcosa durante l'azoonamento e poi la curva, per far sì che il portagomma venisse orientato dal lato del lavello.
Con canapa e pasta verde puoi tranquillamente tornare indietro e se gocciola un pò perchè sei tornato indietro, dopo un pò si gonfia e la perdita si ferma. Il teflon è i suoi fratelli in varie forme (filo, liquido etc) se prendono prendono, maa se gocciolano un pò non si fermano, puoi solo tentare di stringere (perdendo l'allineamento), in alternativa rimonta e ricomincia da capo.
Infatti per la curva sono dovuto tornare indietro, ha pochissimi filetti e quando è arrivata a battuta sul corpo valvola, la curva si trovava circa 90 gradi oltre la sua direzione. Sono tornato indietro e non è successo nulla, non fa neanche una goccia dopo due giorni che ho lasciato la valvola chiusa e il lavello pieno di acqua
Ho scelto la soluzione con maggior probabilità di successo, non la migliore in assoluto. Potendolo fare senza i vincoli di cui sopra penso che avrei optato per il teflon, proprio qualche giorno prima avevo montato due passascafi asul gozzo di un amico con il teflon e quando ha visto che io sulla mia avevo usato la canapa mi ha chiesto spiegazioni e gli ho argomentato la decisione con questa spiegazione.
Bravo tutto e bene quel che finisce bene, aggiungo, perchè la barca abbia problemi di galleggiamento, o anche solo si allaghi in maniera importante, con quella presa ci vorrebbero delle ore, ma tante, quindi in mancanza del vicino che ti passa i coni, che se c'è è meglio, puoi ficcare nella presa qualsiasi straccio con manico del mestolo ed incastrarlo ed hai comodamente il tempo di trovare una soluzione più definitiva, basta controllare il panico che ovviamente c'è. Comunque bravo a risolvere così velocemente senza alaggio. Ovviamente prossimo alaggio controlla tute le altre ed al minimo dubbio cambiale, e cerca di capire se quella che si è rotta è sottoposta a qualche particolare corrente, od altro che l' ha indebolita.
La portata idraulica teorica di un foro da 3/4" è 48 l/min. In realtà meno, influenzata dal fattore di forma del foro. Se anche fosse la metà sono 1500 liti/ora, una tonnellata e mezzo di zavorra che si sposta all'interno dello scafo da 4,5 tonnellate, la stabilità è compromessa.
Bisogna fare le cose con calma, ma velocemente prima che la situazione diventi ingestibile w ti ritrovi con l'acqua alle ginocchia
Ieri, 07:25 (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: Ieri, 07:26 da ibanez.)
Valvola e passascafo erano entrambi in ottone, la ruggine che si vede sul corpo valvola è il residuo calcareo di una perdita dal portagomma, che è stata la prima cosa che ho sistemato appena presi la barca, la colorazione rugginosa è data dalla ruggine rilasciata dal cavetto spirale del tubo armato, la puntina che sporge dove il tubo finisce a contatto continuo con la goccia della perdita era arrugginita. Ma a parte questo residuo calcareo esterno la valvola si presentava bene, si vedeva che era stata cambiata.
Il passascafo con il sikaflex lo abbiamo stretto subito forte, al massimo, l sub professionista (bravo) mi ha detto di fare così e non lhò contraddetto.
Io stesso qualche giorno prima avevo cambiato due prese a mare sul gozzo di un amico (con la barca a terra) e non solo ho usato il teflon al posto della canapa, ma ho atteso 24 ore prima di dare la stretta finale.
In questo caso ero nelle mani di chi lo ba fatto centinaia di volte, io di prese in vita mia ne ho cambiate 9....
So di dire qualcosa di impopolare ma sono uno dei residuati bellici che utilizza tutto inox.
E questo anche se so bene che la camolatura è non solo possibile ma certa tuttavia un cedimento del genere sarebbe impossibile.
anche a me e’ capitato qualche anno fa; nel rientrare in porto, come di consueto, vado a chiudere tutte le prese a mare incluso la valvola di scarico WC ( 1 1/4” ): anche il passascafo di questa valvola era da 1 1/4 “, prima installazione , a filo carena , eta’ 5 anni materiale ottone dzr fornito da Osculati e nessun segno esteriore di difetto salvo l’evidenza di valvola un po’ dura da manovrare; ed appunto durante la chiusura della valvola WC questa, con tutto il passascafo , mi resta in mano, rompendosi il passascafo a filo scafo ( vedi prima foto)
Per fortuna e’ giorno, inizio estate, ho il tappo pronto, mi butto subito e limito l’ingresso di acqua a poche decine di litri.
L’indomani compro un passascafo e valvola da 1” ; il passascafo da 1” entrerebbe perfettamente nel passascafo da 1 1/4” ma solo dopo aver molato , dall’interno, le protuberanze realizzate in fusione sulla faccia interna , per consentire il blocco rotazione durante il montaggio; uso anche una rondella di legno all’interno per escludere l’imperfezione del vecchio moncone di passascafo.
Con il solo aiuto di un amico ed in apnea ed utilizzando abbondante sigillante a reticolazione di polimeri di marca Multifiss (che reticola benissimo in acqua) rimedio velocemente al danno fino a fine stagione ( vedi seconda foto). Rimango preoccupato non per la presa sostituita ma per tutte le altre restanti ; durante il rimessaggio invernale , ovviamente, sostituisco tutte le prese e le valvole con quelle in nylon rinforzato di trudesign e randex
(Oggi, 02:42)Gioviy Ha scritto: anche a me e’ capitato qualche anno fa; nel rientrare in porto, come di consueto, vado a chiudere tutte le prese a mare incluso la valvola di scarico WC ( 1 1/4” ): anche il passascafo di questa valvola era da 1 1/4 “, prima installazione , a filo carena , eta’ 5 anni materiale ottone dzr fornito da Osculati e nessun segno esteriore di difetto salvo l’evidenza di valvola un po’ dura da manovrare; ed appunto durante la chiusura della valvola WC questa, con tutto il passascafo , mi resta in mano, rompendosi il passascafo a filo scafo ( vedi prima foto)
Per fortuna e’ giorno, inizio estate, ho il tappo pronto, mi butto subito e limito l’ingresso di acqua a poche decine di litri.
L’indomani compro un passascafo e valvola da 1” ; il passascafo da 1” entrerebbe perfettamente nel passascafo da 1 1/4” ma solo dopo aver molato , dall’interno, le protuberanze realizzate in fusione sulla faccia interna , per consentire il blocco rotazione durante il montaggio; uso anche una rondella di legno all’interno per escludere l’imperfezione del vecchio moncone di passascafo.
Con il solo aiuto di un amico ed in apnea ed utilizzando abbondante sigillante a reticolazione di polimeri di marca Multifiss (che reticola benissimo in acqua) rimedio velocemente al danno fino a fine stagione ( vedi seconda foto). Rimango preoccupato non per la presa sostituita ma per tutte le altre restanti ; durante il rimessaggio invernale , ovviamente, sostituisco tutte le prese e le valvole con quelle in nylon rinforzato di trudesign e randex
Caspita, una valvola da 1 ¼ è bella grossa!
Interessante l'idea di mettere un passascafo più piccolo dentro quello esistente perchè il dubbio maggiore era che il vecchio non venisse via, bella idea!
Ma quindi ti sei tuffato per mettere il cono mentre dentro entrava acqua? Eri solo? Nessuno ci ha messo la mano sopra nel frattempo, nè tu ci hai messo un cono temporaneo?
Altra curiosità, come hai fatto a molare le protuberanze interne?
Cmq anche io adesso sono più preoccupato per le altre che per questa, dovrebbero avere proprio 5 anni circa...
8 ore fa(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 7 ore fa da Gioviy.)
eravamo in tre in barca ma l'ingresso di acqua non era eccessivo perché la valvola con il moncone di passascafo, grazie alla rigidezza del tubo, spingevano i due lembi della frattura a stare accostati.
Dovetti successivamente montare un tappo di sughero molto corto che mi consenti’ di avere spazio per molare con trapano con molettina le protuberanze.
Sono stato facilitato ad individuare una soluzione ottimale dal fatto che i miei passascafi erano a filo carena quindi il nuovo passascafo da 1” si e’ ben adagiato su una superficie piana.
Durante l’inverno scopri’ che i restanti passascafo non erano messi malissimo; avevo comprato la barca usata da poco e lo scarico del WC presentava intasamenti e depositi forse acidi che certamanente non avevano fatto bene all’ottone ed all’insorgere di corrosioni galvaniche;la cosa impressionante fu una rottura fragile senza alcuna evidente corrosione esterna. Evidentemente lo zinco dall’ottone era andato via da parecchio.
Per chi avesse ancora dubbi, almeno il passascafo e la valvola del WC vanno messe in nylon rinforzato; cambia la vita per manovrabilita’ rispetto a quella bronzo o ottone e per quel diametro, specie con trudesign, c’e’ una rigidezza di tutto il sistema tranquilizzante anche senza il collare opzionale
Grazie per il racconto. Comunque non sempre capita di trovare un palombaro in banchina.. e allora che si fa?
Poi una curiosità: quella notte hai dormito in barca per controllare che il cuneo tenesse?
Il palombaro non è necessario. Io lho incontrato sul pontile 10 minuti dopo aver messo il cuneo dall'interno, lui mi dice con una naturalezza incredibile :dai, vengo domani alle 10 e la cambiamo in acqua.
Io non credevo che ciò fosse possibile, e del resto il suo intervento si è limitato a fare l'unica cosa che si può fare dall'esterno, in acqua, cioè infilare il nuovo passascafo già guarnito di sikaflex e tenerlo fermo mentre io da dentro ho messo pasta verde e canapa a passascafo, valvola, curva e portagomma.
Avrei potuto farlo con chiunque, la differenza (e per questo gli sono grato) è stata la calma con cui lui è venuto, ha visto la cosa e ha detto "che ci vuole" mentre io avevo il cuore che frullata all'impazzata e più adrenalina in corpo di baggio all'ultimo rigore dei mondiali del '94.
La prossima volta, se mai dovesse capitare, lo farei da solo, dopo aver preso tutte le precauzioni del caso.
Quello che è importante è fare un risk assessment della situazione prima di intervenire, per decidere il da farsi e tutto l'albero delle decisioni in caso una o più cose vadano storte, e per questo serve una persona di esperienza.
Sabato notte ho dormito in barca, con il cuneo nel passascafo messo dall'interno.
Volendo fare un risk assesment serio, avrei dovuto dormire su una brandina sul pontile, perchè il rischio che io mi addormentarsi profondamente e contemporaneamente il tappo si sfilasse esiste.
Non avrei dovuto dormire in barca, lo so, basta porsi una semplice domanda per decidere se è il caso o meno: basterebbe domandarsi: faresti dormire tuo figlio in una barca con in cuneo di legno messo dall'interno? La risposta mi dice che avrei dovuto dormire sul pontile...