sailor13
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grilli tessile e impiombatura scotta genoa
Grazie Rob, molto chiaro e stimolante come mi aspettavo.
Sia chiaro nessuno è sotto processo, mi sembra che siamo su un forum di discussione e cerco di prendere 'la corda al balzo' per stimolare un confronto in base ad esperienze diverse, e non necessariamente o giuste o sbagliate.
E' ovvio che tutti i materiali, chi più chi meno, sono sensibili alla piegatura, il kevlar di più, dyneema e poliestere di meno. Il fatto è che il dyneema NON soffre più di altre fibre e NON ha bisogno di attrezzature particolari (come le fibre aramidiche), mentre dalla tua frase avevo capito il contrario.
Per quanto riguarda il ragionamento su fibre esterne ed interne alla curvatura è sostanzialmente corretto, ma è diverso per cime doppia treccia o treccia unica. Nel primo tipo la differenza fra curvatura esterna e interna è maggiore, ed oltre a comprimere maggiormente le fibre interne genera un allungamento anomalo della calza esterna. Una cima senza calza invece tende ad appiattirsi, con una differenza di curvatura fra esterno/interno molto minore è quindi minor stress per le fibre.
Per quanto riguarda l'esempio che fai nel primo post sul carrello dl genoa, il riferimento che fai al raggio di curvatura è errato, si misura sempre il rapporto fra: (diametro della puleggia o redancia + diametro cima)/diametro cima; quindi per una scotta da 10 mm la gola della puleggia può essere di 40 mm per mantenere un rapporto di curvatura di 5:1.
Ultimo, nella sostituzione fra materiali diversi si tiene presente il carico di lavoro. Per esempio, bozzelli con carichi di rottura uguale possono avere carichi di lavoro diversi. Oppure non si può sostituire un Maniglione con BL di 10000 kg e WL di 5000 kg con un loop con BL di 10000 kg in quanto il suo Wl è di soli 2000 Kg.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 23-01-2012 02:12 da sailor13.)
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23-01-2012 02:07 |
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