acarloz
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manovre sotto raffica
Citazione:vento forza10 ha scritto:
Bisloter, se leggi bene il mio intervento (che riporto in stralcio qui sotto) troverai il perché si poggia o si lasca sotto raffica. Ovviamente lo fai se sei un amante delle regolazioni, altrimenti procedi per la tua rotta aspettando che la raffica passi . Avevo anche spiegato cosa si può fare quando la raffica è forte.
Citazione:vento forza10 ha scritto:
Questa situazione si gestisce come le normali raffiche, cioè con superficie velica predisposta per la forza media (es. 12-13 nodi) poggiando o lascando sotto raffica (perché aumentando repentinamente il vento reale quello apparente si sposta verso poppa fino a quando la barca non aumenta di velocità).
[u]Se navighi di bolina e la raffica è troppo forte per poggiare [u] (provocando uno sbandamento eccessivo), allora puoi orzare leggermente mandando in parziale stallo le vele che perdono potenza e non accentuano lo sbandamento.
Sicuramente per ammainare la randa l'ideale è mettersi prua al vento . Purtroppo a volte questo non è possibile o richiede una manovra particolarmente delicata perché traversarsi al mare e al vento con poco abbrivio e randa tutta riva non è per nulla piacevole .
Personalmente opero in questo modo per prendere le mani di terzaroli mentre navigo al lasco (lo faccio anche in solitario con randa di oltre 17 mq.).
1. Inserimento pilota automatico (mantenendo andatura lasca)
2. Carrello al centro e randa cazzata
3. Aprire stopper e liberare drizza randa fino a qualche cm oltre il segno della mano (I-II-III). Richiudere stopper. Controllare che sia tutto in chiaro. Come intuibile la randa non scende causa tensione provocata dal vento 
4. Tirare la balumina verso il basso avendo cura di tenerla sempre tesa, in modo che la randa scenda senza aprirsi eccessivamente (cosa che la farebbe incastrare tra i bracci del lazy jack o farebbe bloccare lo scorrimento dei garrocci)
5. In alternativa (se per la balumina non scende o scende a fatica) ci si porta all'albero, con una mano si tira per l’inferitura e con l’altra si cazza contemporaneamente la borosa (che esce dalla trozza del boma) per mantenere in tensione la balumina
6. Quando (finalmente) la randa è scesa al punto giusto si prosegue con le manovre ordinarie (murare brancarella, cazzare drizza, lascare scotta e vang, cazzare borosa, armare e serrare eventuali metafioni, rimettere a segno la vela)
Con questo non voglio dire che sia facile anzi, se si può è meglio evitare….però, all’occorrenza… se pò fa… 
Confesso, tuttavia, che oltre i 15 nodi non ho mai effettuato questa manovra, che sarebbe peraltro molto più gestibile se svolta in equipaggio (uno al timone ben concentrato sul mantenere la barca in rotta evitando che parta in straorza, uno sotto l'albero che tira per l’inferitura, uno al boma che tira per la balumina e uno in pozzetto che lavora su drizza, scotta, vang e borosa).
Prima o poi proverò. Vero è che con meno di 15 nodi di vento troverei più comodo mettermi di bolina, magari col fiocco cazzato più del dovuto, e prendere la mano di terzaroli nella maniera classica, mentre con più di 15 nodi navigare al lasco con la randa cazzata al centro mi renderebbe assai nervoso...
I miei racconti su:
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20-09-2010 19:16 |
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