11-03-2011, 16:50
Condivido in pieno le considerazioni di Alessandro Brustoloni. Anch'io vado per mare da tanto tempo (più di venticinque anni) e ho visto i miei figli fare i primi passi sulla tuga della mia barca e poi crescere e diventare adulti. Mia moglie ha sempre condiviso questa nostra passione senza mai partecipare attivamente alla navigazione se non alle mie 'dipendenze' di skipper. Raramente ha condotto la barca, da sola non sarebbe in grado di affrontare situazioni critiche. Lo stesso per i miei figli per i quali la barca è stata una seconda casa. Forse il maschio penso che potrebbe, ma non ha mai provato e poi ormai non viene più molto spesso. Mi rendo conto che, non legandomi mai e non istruendo a dovere il mio 'equipaggio', sono stato un incosciente benché in realtà su tutto il resto sia molto, molto prudente (per tanti che conosco, decisamente troppo). In realtà fondamentalmente ho sempre confidato sulla mia presenza fisica a bordo (e per di più in perfetta efficienza) mai immaginando una situazione diversa. Non sono decisamente più un belin e pertanto dovrei fare oggi ben altre considerazioni. Grazie a ADV è da ieri che ci penso insistentemente. Mi sono ripromesso di cambiare completamente atteggiamento. Ringrazio tantissimo Nastro Azzurro per la sua serietà nell'affrontare questo argomento. Le sue parole sono penetrate con forza nella mia coscienza. Grazie ancora.
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