02-11-2011, 14:19
Citazione:gianfranco malfatti ha scritto:
bel lavoro, secondo me poco efficace in caso di uomo a mare: impiega troppo tempo a svolgersi; il malcapitato si vedra' passare il salvagente sotto il naso, senza poterlo agguantare, perche' viaggia quasi alla velocita' della barca;'al pulpito della mia barca, ho fissato un tubo ondulato di quelli che si interrano nel campo dell'edilizia, e vi ho infilato dentro la cima galleggiante: se lanci il salvagente ,la cimetta si svolge rapidamente, quasi nello stesso momento del lancio; il tubo e' di colore grigio chiaro, costo, 80 centesimi[:253][:253]
E non solo la cima è protetta dal sole, se ci metti un cappuccio di tela sopra (le cime galleggianti, specie quella nella foto di Markolone si sgretolano dopo anni al sole), esce più agevolmente e senza resistenza se messa dentro con criterio, ma, sopratutto l'estremità lato barca può essere fissata ad un golfare adeguato e non dipendere dal pulpito.
Resta l'assurdità di legare il salvagente alla barca che, a meno si sia ancorati, serve solo a portarlo via prima che il naufrago possa afferrarlo o a strapparglielo dalle mani se lo aveva raggiunto.
Io ho il salvagente regolamentare, con boetta luminosa, completamente libero, pronto allo sgancio.
Dall'altro lato della poppa ho il contenitore 'Lazilas' con salvagente a stola con cintura di sicurezza con 50 m di cima galleggiante antitorsione fissata con stroppo alla landa del belin. Anche questo salvagente è dotato di boetta luminosa.
Due pasteche ad aggancio rapido sono a disposizione per dare volta alla cima di recupero sulla varea del boma, poi sulla falchetta per avviarla al winch del genoa.
Sperimentata più volte la manovra di sollevamento sul fianco, facilitata dal tiro della pasteca sulla falchetta ed il successivo rientro, facilitato dal recupero delle scotte randa, e calo in pozzetto, sia a secco che con randa issata.


