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Con vento anche forte laterale, cima di poppa fissata sopravvento e prua portata sottovento. Ne abbiamo parlato spesso di questa manovra.
http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=80836
https://www.youtube.com/user/trixarc100
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(06-10-2015, 20:23)bullo Ha scritto: Kenny scherzavo, il titolo dice che stai trainando la Imarroncinichegalleggiano....:
Avevi la cima di poppa di sopravento sulla bitta o sul golfare in Imarroncinichegalleggiano.....
Prima si molla la cima a poppa di sinistra, sottovento poi si fa avanti col timone al centro, si molla la trappa, si torna a poppa si mette in folle si molla a poppa e si parte.
Altrimenti fai come vuoi tanto le monovre sono un'opppppinione 
 scusami . avevo visto con attenzione il titolo....
Cima su . eseguita anche come la descrivi tu,con il timone al centro.... La prua da sottovento passa sopravento appoggiandosi alla barca a . manovra migliora allungando la cima ma devo però mettere il timone all' . prua con il motore al minimo si raddrizza ma rimane leggermente sopravento....
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(07-10-2015, 06:11)umeghu Ha scritto: (06-10-2015, 20:23)bullo Ha scritto: Kenny scherzavo, il titolo dice che stai trainando la Imarroncinichegalleggiano....:
Avevi la cima di poppa di sopravento sulla bitta o sul golfare in Imarroncinichegalleggiano.....
Prima si molla la cima a poppa di sinistra, sottovento poi si fa avanti col timone al centro, si molla la trappa, si torna a poppa si mette in folle si molla a poppa e si parte.
Altrimenti fai come vuoi tanto le monovre sono un'opppppinione  Mica vero.
"Barca ferma nin governa": la Piccoletto del "traino della Imarroncinichegalleggiano...." ha2 effetti:
1- orienta la prua sopravvento
2 - imprime allo scafo una "velocità di rotazione" che arriva ad un massimo, si azzera, cambi senso (quando la prua torna sottovento), si arresta di nuovo, riprende a crescere nel senso giusto aumentando fino a poi . via così ciclicamente.
QUINDI è fondamentale scegliere bene il momento in cui liberare la cima di poppa: nella mia esperienza con la mia barca poco dopo che laprua ha iniziato ad essere "sopravvento": tenete conto che la barca ha iniziato a ruotare quando la prua era tutta sottovento.
E' questo "momento della quantità di moto" che facilita l'uscita e non tanto l'orientamento della prua.
IMHO. Nelle prime prove avevo la cima di poppa sopravento lunga circa un metro e mezzo e non riuscivo a trovare una via di mezzo.. O mi appoggiato sottovento o sopravento.allungando la cima di poppa ad un due metri, due metri e mezzo, sono riuscito ad avere la prua leggermente sopravento, in condizioni che mi avrebbero consentito di uscire.. Visto che il vento era leggero, mi venivano pensare che l' azione del motore al minimo fosse già troppa per contrastare la scaduta della prua per effetto del vento.
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(07-10-2015, 09:16)bullo Ha scritto: Umeghu l'ho scritto sotto, lo ripeto fai come vuoi, io prima di mollare la cima di poppa porto la barca il più sopravento possibile. Ciao.-
Ecco forse è questo il . devo cercare di tenere " dritta " la barca ma trovare una posizione sopravento che mi consenta di uscire????
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Io porto la poppa sopravento dandomi una tirata alla cima prima di lanciarla in Imarroncinichegalleggiano.....
A questo punto assecondo il vento e se mi spinge la prua verso il fondo del canale d'uscita la lascio fare, quando la barca è tutta fuori esco a retromarcia e mi giro dove ho più acqua.
Forzare la prua controvento in manovra quando si ha poca acqua dà un passatempo ai curiosi del porto.
Non conviene ostinarsi a fare la manovra che si ha in mente, conviene adattarla e modificarla in funzione delle condizioni.
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E' una manovra che può riuscire solo con vento debole già con un12/13 nodi se sopravento non hai barche non riesci a raddrizzarla e se dai tutto timone finisci con la poppa in Imarroncinichegalleggiano.....
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(07-10-2015, 17:49)bullo Ha scritto: E' una manovra che può riuscire solo con vento debole già con un12/13 nodi se sopravento non hai barche non riesci a raddrizzarla e se dai tutto timone finisci con la poppa in Imarroncinichegalleggiano.....-
A quale manovra ti riferisci?
Con poca acqua e barche strizzate tra loro anche 7-8 nodi possono regalare uno show ai presenti.
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Alla manovra che ha descritto KennedY per uscire.
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Usata con maestrale rafficato fino a 30 nodi, funzionare funziona; in uscita però bisogna vedere quanto velocemente la prua abbatte appena si riduce motore per mollare la cima.
In ingresso non prendo mai la trappa e se me la porgono, chiedo con decisione che mi diano la cima di poppa di sopravvento.
Cima di poppa di sopravvento, timone scontrato sopravvento e giri motore finché non alza il muso, poi con tutta calma prendo le trappe e l'altra cima di poppa.
Pacman
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(08-10-2015, 20:09)bullo Ha scritto: La vela è un'oppppppinione, ecco che uno riesce con 30 nodi a portare sopravento la barca. 
Il mondo è bello perchè è avariato.    ...e uno che forse conosce poco l'italiano. Provo a darti un aiuto a comprendere quello che ho scritto, "rafficato fino a trenta nodi", vuole dire che le raffiche sono arrivate a 30 nodi, non che fosse vento costante a 30 nodi. Comunque se, come ho scritto, non si tiene il timone al centro, ma si scontra all'orza, la coppia che si genera è decisamente superiore e la prua dalle più facilmente. Poi sei liberissimo di pensarla come vuoi.
L'italiano è un'opppinione, come usa dire qui...
BV
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10-10-2015, 16:59
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 10-10-2015, 17:01 da kitegorico.)
L'obiettivo in uscita col vento al traverso é quello di non finire col proprio bulbo dentro la trappa di prua della barca ormeggiata sottovento (e farsi le strisce sportive su buona parte della propria opera morta sottovento con l'ancora del vicino). Ecco l'utilitá di partire con la prua in direzione della barca sopravvento: guadagnare 3/4 secondi in più di margine (forse anche meno e comunque non é detto che questo sia sufficiente)
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L'ho già scritto sopra, lo ripeto, per me è una manovra che riesce solo con vento fino a 13 nodi.
Se si scontra tutto il timone si perde la spinta in avanti e si va con la poppa in Imarroncinichegalleggiano...., il cavo a terra tira indietro.
Ci vorrebbe una barca con la poppa larghissima.
Ho 35 anni di timone fatti per lavoro ferry a Venezia e la monovra per andare in approdo per fare veloci, acqua o vento che allargava dai pali, briccoloni, invece di prendere il cavo sul mascone fare forza e girarsi con calma per mettere il cavo a terra si andava direttamente prendendo il cavo a terra poi bisognava fare forza su questo per portare sotto la barca sui pali e so bene il comportamento che fa la poppa il ferry ha due eliche e due timoni.
Alla fine si fa più veloci prendendo il cavo sul mascone che ti tiene la prua sotto.
Ho scritto cose incompresibili, potrebbe capirle solo uno del mestiere, chiedo scusa.
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Sono d'accordo forse anche meno di 13 nodi......
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Ieri ho provato con 18-20kn al mascone. Nessuno sottovento e una barca sopravvento che mi faceva da parziale ridosso.
La manovra mi ha dato il tempo di correre a prendere la trappa ma non di più. Altri 5 secondi e mi sarei girato.
Penso che il limite di 12~13kn sia corretto.
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12-10-2015, 06:17
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 12-10-2015, 06:20 da umeghu.)
Ma famo a nun capisse?
O nun me capiscio io?
(  romani, scusate!)
UNO parla della manovra per USCIRE dall'ormeggio con vento al traverso.
L'ALTRO insiste nella critica parlando dell'ENTRATA all'ormeggio nelle medesime condizioni.... ('nzomma... con il ferryboat....)
OVVIO che richiedono manovre diverse!!!
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Umeghu non mi sono spiegato è difficile.
Il discorso era per spiegare la difficolta col vento al traverso col cavo a terra nel portare la barca sopravento e che non si può scontrare tutto il timone perchè la poppa va a finire in Imarroncinichegalleggiano.....
Ho anche scritto che se uno non è del mestiere non lo capisce.
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Cavo di poppa sopravvento in tiro.
Timone orientato per dirigere a marcia avanti sopravvento.
Motore avanti (quanto? quello che serve, è questione di barca, di vento e di sensibilità).
Ormeggi sottovento mollati.
Ormeggio a prua sopravvento mollato.
La barca inizia a ruotare facendo perno sulla propria bitta sopravvento di poppa e portando la prua verso il vento.
Poi, se si riducono i giri motore, inizia ad oscillare tra 90° rispetto alla Imarroncinichegalleggiano.... e i 10°/15°/20° verso la direzione del vento.
Al momento buono (per me quando la barca è al massimo della propria accelerazione verso il vento, par Bullo quando è al massimo del proprio SPOSTAMENTO sopravvento - cioè quando ha velocità di rotazione ZERO) si fila l'ultimo ormeggio di poppa e si accelera ancora.
Per me la barca continua a ruotare e l'aumento dei giri motore da la spinta in avanti ma sempre mantenendo la rotazione che, IMHO, assicura una "scodata" che evita di passare sugli ormeggi della barca sopravvento. Mi pare si chiami conservazione della quantità di moto.
La manovra INVERSA è altra storia perché per mare non ci sono bimari...
Io entro in retro, deciso, e con una velocità direttamente proporzionale all'intensità del vento, pala del timone sopravvento.
Faccio il pelo con la chiglia all'ormeggio della barca sopravvento, a metà rotazione metto in folle e porto la barra quasi al centro, poi colpetto in avanti per fermarmi.
Se il vento è tanto chiedo assistenza al gommone.
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Bullo è uno che ne sa! Ogni suo intervento trasuda esperienza. Non capisco però una cosa, cioè quando dice che con più di 13 nodi non riesce ad uscire dall'ormeggio con la tecnica di cui sopra (non so che altra tecnica usi). Io non ho 35 anni di esperienza come marinaio, ma dall'ormeggio, anche con una trentina di nodi esco. Come ho già detto in un altro messaggio la procedura che uso è:
Mollo il cavo di poppa sottovento;
Marcia avanti (il n. di giri dipende dal vento e dall'imbarcazione);
Mollo a prua;
Filo gradualmente il cavo di poppa sopravento (la quantità dipende dall'imbarcazione e dal vento), la regolazione del timone non è importante (io lo tengo al centro). Piuttosto sulla bitta di poppa mantengo un collo completo di cavo, per evitare che mi si strappi di mano. Quando capisco che la poppa può passare senza urtare l'imbarcazione sopravento recupero velocemente il cavo ( se è a doppino) o lo mollo se lo lascio in Imarroncinichegalleggiano....).
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(19-10-2015, 12:12)atnike Ha scritto: Bullo è uno che ne sa! Ogni suo intervento trasuda esperienza. Non capisco però una cosa, cioè quando dice che con più di 13 nodi non riesce ad uscire dall'ormeggio con la tecnica di cui sopra (non so che altra tecnica usi). Io non ho 35 anni di esperienza come marinaio, ma dall'ormeggio, anche con una trentina di nodi esco. Come ho già detto in un altro messaggio la procedura che uso è:
Mollo il cavo di poppa sottovento;
Marcia avanti (il n. di giri dipende dal vento e dall'imbarcazione);
Mollo a prua;
Filo gradualmente il cavo di poppa sopravento (la quantità dipende dall'imbarcazione e dal vento), la regolazione del timone non è importante (io lo tengo al centro). Piuttosto sulla bitta di poppa mantengo un collo completo di cavo, per evitare che mi si strappi di mano. Quando capisco che la poppa può passare senza urtare l'imbarcazione sopravento recupero velocemente il cavo ( se è a doppino) o lo mollo se lo lascio in Imarroncinichegalleggiano....).
Con 30 nodi al traverso?
Scusami ma non credo che tenere il "cavo" di sopravento sia sufficiente ad evitare che la prua si abbatta miseramente sottovento.
Anche perché la tua è la procedura standard.
Tra l'altro se hai una barca sopravento che ti ripara non hai trenta nodi ma zero, il vento lo prendi appena metti il naso fuori e la prua scade sottovento, anche molto rapidamente.
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