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Salve amici,
ecco il frutto delle mie elucubrazioni durante l’ultimo weekend di pioggia.....
In breve:
C’è una motivazione tecnica (scelte progettuali del velaio) per cui le vele “race”
siano piu’ sensibili alle regolazioni di fino rispetto ad una da crociera?
Oppure è soltanto un effetto psicologico che porta il velista medio a “lavorare” di piu’ una vela con un taglio “race” rispetto ad una normale?
Faccio questa domanda perché ho la sensazione che le rande con taglio crociera quindi dacron, cross cut, poco o niente allunate, magari con stecche full,
siano poco sensibili alle regolazioni di fino in particolare al trasto randa.
Cosa ne pensate?
Buon Vento
BornFree
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Penso che la vela è un'oppppppinione.
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Persontlmente credo che a parita' di materiale e nuove entrambe, rispondono allo stesso nodo, poi e' facile che le vele da crociera siano le stesse dopo 5 anni mentre quelle da regata le hai gia' cambiate almeno una volta. Poi magari i l regatante e' un po piu' bravo a regolare le vele e quindi cerca sempre di avere unat regolazione ottlmale. Per quanto riguarda il trasto non e' questione di vela, ma di barca. Il mio Mini se non regoli il carrello randa non cammina, un cruiser puro cambia poco, ma non per la randa lma per la barca
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Matteo
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Io sono con Bullo!
Penso che la differenza la fa l'utilizzo, non il tipo di vela.
se usi vele race in crociera mica stai a trimmare ogni 5 secondi, no?
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(27-09-2023, 13:02)BornFree Ha scritto: …poco sensibili alle regolazioni di fino in particolare al trasto randa… Il trasto è forse la regolazione a cui qualunque vela difficilmente non è sensibile! Piuttosto bisogna chiedersi come è il trasto! Non la vela!
Per il resto credo che la sola generalizzazione possibile - escludendo le rande avvolgibili ovviamente - sia sulle full batten da crociera dove si riduce la possibilità di controllarne la forma in generale.
Poi come già detto…vela vecchia…
Aggiungo che conta per me molto di più come la barca è attrezzata…
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Per quello che so la vela da crociera è fatta per durare mentre la vela da regata è fatta per andare più forte degli altri anche se dopo un anno la butti (non perché è finita ma perché non ti dà più quello zero,nodo in più per andare più forte).
Se è valida questa distinzione, poi tutto viene di conseguenza, dalla capacità del velaio di soddisfare il suo cliente fino alla capacità del cliente (crocierista o regatante che sia) di trarre il massimo dalla vela che gli ha fatto il suo velaio di fiducia.
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Quello che si rovina in regata è il genoa leggero.
Aumenta il vento ti manca più di mezzo lato per arrivare alla boa al vento, non fai il cambio lo tieni su finchè non finisci la bolina e lo spompi, il cambio lo fai sul lato in poppa.
Penso sia più difficile regolare una randa su un crocierone, albero simile a un palo, randa che deve essere grassetta per spingere una barca pesante, anche al timone più difficile se la fermi ci vuole più tempo a prendere velocità.
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27-09-2023, 17:49
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 27-09-2023, 17:52 da oudeis.)
Sì, ognuno qui sopra ha dato la sua giusta risposta, ma ricordo che il velaio serio fornisce un oggetto il più possibile tagliato sul cliente e sull'uso previsto, che è diversissimo nei due casi. Il regatante va col coltello fra i denti, ha un randista, scotta sul trasto, base, cunningham, ecc. e vorrà una vela tecnologicamente avanzata, disposto a cambiarla dopo x regate, tanto è ricco o bravo a trovare sponsor. Il crocierista invece vuole poche rogne, tenersi la vela finchè tiene la barca tanto se il vento è poco o contrario c'è sandiesel...
Trasto e regolazioni di fino sconosciute ai più. 
Ah, scusa, rispondo alla domanda: sì.la vela race è più sensibile alle regolazioni . errori.
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Boh, io pensavo avessero anche tagli un po' diversi, nel senso che la vela da crociera ha una forma che è più tollerante e facile da regolare, mentre la vela da regata se regolata bene rende qualcosa di più ma stalla anche più facilmente, ricordo un velaio di nota marca sul lago che aveva preparato una vela per un Fun e detta proprio da lui "se sto io a fare il trim la barca cammina, se la fa un altro che non capisce il disegno si inchioda... colpa mia è un disegno che non si può vendere"
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29-09-2023, 17:49
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 29-09-2023, 17:52 da Dato.)
Secondo me semplicemente una vela rigida da regata cambia forma con piccole regolazioni, mentre la tipica vela da crociera in dacron, meno rigida, ha bisogno di regolazioni piu' ampie per lo stesso cambiamento di forma, dove riesce ad ottenerlo a seconda delle manovre che si hanno a disposizione. Poi, con molto vento, la vela in dacron magari si spancia cosi' tanto che ha comunque difficolta' a tenere una forma corretta e l'unica soluzione consiste a ridurla magari un po' prima di chi ha una bella vela "da regata".
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Mmmm, non vorrei che si confondessero le capacità costruttive con quelle di regolazione: un taglio perfetto in mano a un campagnolo si pianterà sempre, una vela spanciata può difendersi contro di lui se chi la porta ha un po' di manico
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Il trasto poi è un orpello in via di estinzione, così come il belin. Fatte queste considerazioni di cosa stiamo parlando?
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Stiamo parlando di come regolare la randa.
Ovvio che se uno non sa come si regola sembrano tutte manovre inutili.
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(05-10-2023, 15:52)Lupicante Ha scritto: Il trasto poi è un orpello in via di estinzione, così come il belin. Fatte queste considerazioni di cosa stiamo parlando?
Ahahahah
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Una bella randa da regata è un offesa al velaio terzarolarla!!
Carrello e scotta in mano e far portare solo la stecca alta.
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Le rande in laminato si possono solo ingrassare o appiattire, albero dritto o imbananato, il grasso rimane li dove l'ha messo il velaio.
Problema, gli alberi odierni con crocette acquartierate verso poppa e grossi sono come dei pali rigidi e ben poco si può fare.
La prima parte della randa che fileggia è in alto vicino alla penna, dovuto al beccheggio.
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(29-09-2023, 17:36)clavy Ha scritto: Boh, io pensavo avessero anche tagli un po' diversi, nel senso che la vela da crociera ha una forma che è più tollerante e facile da regolare, mentre la vela da regata se regolata bene rende qualcosa di più ma stalla anche più facilmente,....
Infatti, a parità di barca funziona proprio così.
Se poi le barche sono diverse e a parità di superficie velica una pesa 5 t e l'altra 10 t, le cose cambiano ulteriormente.
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(05-10-2023, 18:06)bullo Ha scritto: Stiamo parlando di come regolare la randa.
Ovvio che se uno non sa come si regola sembrano tutte manovre inutili.- Bullo è amico miooooo!
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(05-10-2023, 21:12)kavokcinque Ha scritto: Una bella randa da regata è un offesa al velaio terzarolarla!!
Carrello e scotta in mano e far portare solo la stecca alta.
Mi spieghi il significato per favore? Io capisco che tra carrello e scotta posso controllare lo svergolamento e l'apertura della randa, ma se la stecca alta porta le altre saranno anche troppo chiuse e probabilmente in stallo, in base a quanto hai svergolato la vela.
Non riesco a capire come far portare solo la stecca alta.
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