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19-02-2026, 12:43
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 19-02-2026, 12:46 da albert.)
(18-02-2026, 19:54)kavokcinque Ha scritto: Albert e' quello che ho sostenuto anche io al msg 7
(18-02-2026, 23:39)Wally Ha scritto: ora è ingarrocciato alla bisogna usando una drizza spy in dyneema, farlo diventare avvolgibile non sò se sia utile/necessario
Se non hai problemi ad usarlo così ....... perchè cambiare ??
Se non senti l'esigenza di poterlo issare/ammainare avvolto o se non viri mai, il sistema di avvolgimento è una spesa "voluttuaria".
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(18-02-2026, 15:20)Danilofalabrach Ha scritto: Ho provato ad usarlo con 27 nodi al lasco, certamente con il gennaker saremmo andati piu veloci, ma stavamo andando a spasso, mancava poco all'arrivo e non avevamo voglia di armare il gennaker. Lo abbiamo srotolato e andavamo come delle lippe , per riavvolgerlo nessun problema, tieni conto che sulla vela non c'erano 25-27 nodi ma al massimo una 15ina e lascando scotta la scarichi ulteriormente
Si certo sulla vela avevi l'apparente.
Pero' voi avete il plus di aver girato per gli oceani e di avere quindi anche molta esperienza per evitare/ risolvere problemi.
Il velista medio potrebbe magari tovarsi in difficolta' per avvolgere se si intoppa qualcosa.
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(19-02-2026, 12:43)albert Ha scritto: 
Se non hai problemi ad usarlo così ....... perchè cambiare ??
Se non senti l'esigenza di poterlo issare/ammainare avvolto o se non viri mai, il sistema di avvolgimento è una spesa "voluttuaria".
Quest'estate lo devo provare, eventualmente, con un avvolgitore da deriva in inox ed una girella per la penna si riuscirebbe a combinare qualcosa o probabilmente diventa solo un groviglio?
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(20-02-2026, 10:17)Wally Ha scritto: Quest'estate lo devo provare, eventualmente, con un avvolgitore da deriva in inox ed una girella per la penna si riuscirebbe a combinare qualcosa o probabilmente diventa solo un groviglio?
Se lo vuoi usare sull'avvolgitore devi munirlo di un cavo antitorsione di misura adeguata, che sopporti il carico che ora viene sopportato dalla drizza in dyneema su cui lo inferisci coi garrocci, e che sia in grado di trasmettere la rotazione alla parte alta della vela che altrimenti non si avvolgerà.
Con l'avvolgitore da deriva credo che la prima cosa che combinerai, se ci sono più di 3 nodi di vento, è di spiattellargli i cuscinetti reggispinta.
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Albert solo per, per... perchè mi hai già convito!! controllo perchè non ricordo se il tamburo ha cuscinetti volventi o qualche spessore di teflon
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se inizi ad usarlo . vien mangiando...
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E sarebbe pure ora!!! Intendo la barca dopo 8 anni di lavori incessanti e quest'anno tocca comunque l'AV
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(18-02-2026, 23:39)Wally Ha scritto: ora è ingarrocciato alla bisogna usando una drizza spy in dyneema, farlo diventare avvolgibile non sò se sia utile/necessario
L’utilità dell’avvolgitore (armo/disarmo e cambi di mure) è già stata illustrata.
Aggiungo solo che per renderlo avvolgibile, oltre al cavo antitorsione, c’è la possibilità di creare un’inferitura con due cavetti paralleli (3-4 cm tra loro) attorno ai quali si avvolge la vela. Su una vela vecchia, con un po’ di manualità e una macchina per cucire domestica, si può fare da soli accontentandosi che funzioni anche se non verrà un lavoro professionale.
Pure sull’avvolgitore nulla aggiungo salvo confermare che quelli da deriva si rompono quasi subito. Per il mio drifter di circa 25 mq (sistema del doppio cavetto), il modello RWO R2090 è durato un paio uscite perché non ha un vero cuscinetto reggispinta (in realtà occorrerebbe un cuscinetto misto radiale/reggispinta) ma sferette inox che girano nella cassa di alluminio e la mangiano velocemente. Curiosamente la cassa dell'RWO si era mangiata anche di lato e non solo alla base, segno che le sollecitazioni non si concentrano solo nella linea di trazione mura-penna (contrastate dal normale cuscinetto reggispinta), ma anche in direzione ortogonale a questa linea (ecco perché l’esigenza di un cuscinetto o sistema equivalente che sopporti anche carichi radiali).
Comunque concludo che per brevi uscite di “vagabondaggio” (specie in solitario), dopo l’entusiasmo iniziale già descritto da altri, ha prevalso lo sbattimento (mio) di doverlo armare/disarmare ogni volta sul bompresso rimovibile armato anch’esso al bisogno.
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(20-02-2026, 17:51)Wally Ha scritto: Albert solo per, per... perchè mi hai già convito!! controllo perchè non ricordo se il tamburo ha cuscinetti volventi o qualche spessore di teflon
Se non ha i cuscinetti e non regge almeno il carico di lavoro di 1T, lascia perdere ..... ti dura un'uscita e butti via tutto, come già testimoniato da opinionista velico.
Per quanto riguarda il sistema coi due cavi da lui suggerito, si usava prima dell'avvento dei cavi AT.
Funziona finchè non si incrociano i cavi, e, comunque, tra le due trecce in dyneema (lunghezza doppia del cavo AT) e la tasca doppia, non è che ci sia questo gran risparmio rispetto al cavo singolo.
A meno che non ti arrangi a farti la tasca e a recuperare la treccia scalzando una drizza con la calza andata.
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Perchè non s'intrecciassero misi una piccola tavoletta di legno in testa legata e innastrata.
Sono dubbioso di poter usare un genoa fatto per essere inferito sullo strallo lasciato libero in quanto avrà una catenaria più grande e risulterà troppo grasso a meno che il vento sia debole, pochi nodi.
Non capisco, il genoa al 160% ce l'ha, sarà un pò più grasso non credo di tanto perchè con pohissimo vento si rischia, se troppo grasso, il rischio che stalli
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(Ieri, 13:21)bullo Ha scritto: Perchè non s'intrecciassero misi una piccola tavoletta di legno in testa legata e innastrata.
Sono dubbioso di poter usare un genoa fatto per essere inferito sullo strallo lasciato libero in quanto avrà una catenaria più grande e risulterà troppo grasso a meno che il vento sia debole, pochi nodi.
Non capisco, il genoa al 160% ce l'ha, sarà un pò più grasso non credo di tanto perchè con pohissimo vento si rischia, se troppo grasso, il rischio che stalli
Se c'era un po' di vento e la drizza non era tesata a cannone, i cavi si incrociavano nel mezzo, la parte sotto si avvolgeva e quella sopra restava indietro di giri e giri.
Per rimediare al problema tra i due cavi ci si cucivano sulla tasca ogni mezzo metro delle fettucce grosse che li tenessero distanti .... ma se ci si deve fare tutto sto lavoro tanto vale metterci il cavo AT.
Non si discuteva su grammatura e forma della vela che se inferita è diversa da quella di una vela flying, dal momento che la vela è quella e se fa il suo ingarrocciata su una drizza, lo farà ugualmente fissata con una tasca su un cavo AT.
Per il grasso, se il lavoro del cavo lo fa un velaio, si può fare, se ne valesse la pena, un opportuna correzione sul giro di inferitura della vela prima di cucire la tasca.
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Albert a quel tempo non c'era, non si usava il cavo antitorsione, si cazzava a morte la drizza e si lascava anche il belin, idraulico, poi si rimetteva in forza, albero con crocette ortoganali, volanti, volantine, si poteva regolare come si voleva.
Ovvio che il velaio ne tiene conto
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